In Irpinia si terra’ la conferenza nazionale sul rischio sismico. A confronto esperti provenienti dall’Emilia-Romagna, Abruzzo, Toscana, Basilicata. La due giorni sul rischio sismico in Italia iniziera’ alle 9 di giovedi’ 21 giugno, presso la sala Maxim del Galassia Park Hotel di Ospedaletto d’Alpinolo (Av-Irpinia) e terminera’ sabato 22 giugno. ”In Italia ancora una volta si e’ posto il grande problema della vulnerabilita’ del patrimonio edilizio esistente – ha affermato Francesco Peduto, presidente dell’Ordine dei geologi della Campania – e la necessita’ di verificare anche le opere costruite dopo il 2003 soprattutto in aree non classificate, come continuamente da noi ribadito”. I dati sul rischio sismico in Italia parlano chiaro: 2000 terremoti l’anno, 725 i comuni nelle zone ad alto rischio sismico ( Rapporto terra e lavoro del Cng), 2.344 a rischio medio. Nei primi risiedono circa 3 mln di abitanti, mentre nei secondi 21,2 mln di abitanti. Il 40% della popolazione risiede in zone ad elevato rischio sismico . ”In Campania abbiamo circa 5.318.763 abitanti in zone a rischio sismico – ha proseguito Francesco Peduto, presidente dell’Ordine dei geologi della Campania – con circa 865.778 edifici pubblici o privati residenziali e non residenziali che sono in zone a rischio sismico e ben 4.608 scuole e 259 ospedali che sono sempre in zone a rischio sismico”. ”L’ultimo evento sismico in Emilia-Romagna evidenzia la necessita’ di alcuni correttivi in campo sismico, oltre che tecnici a livello normativo ed istituzionale – ha concluso Peduto -. In particolare si evidenziano i ritardi accumulati nell’applicazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni e l’inadeguatezza di un metodo che non privilegia gli studi geologici e la microzonazione sismica del territorio”.
Terremoti: giovedì e venerdì un convegno sul rischio sismico in Irpinia


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