Terremoti: le faglie scorrono grazie a un “lubrificante” naturale

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Quando avviene un grande terremoto contrariamente a quanto si potrebbe credere, lungo il piano di scorrimento di una faglia sismica, cioè di quella frattura della roccia che si mette in movimento provocando la scossa non c’è un forte attrito ma una naturale lubrificazione e quindi un più facile scorrimento. Lo ha scoperto uno studio a partecipazione italiana pubblicato dalla rivista Nature. “Durante lo scorrimento si verifica l’interazione e il riscaldamento di due blocchi di roccia e questo fa sì che si verifichino tutta una serie di processi che vanno dalle reazioni chimiche alla fusione stessa della roccia – ha spiegato Giulio Di Toro, dell’Università di Padova e ricercatore associato all’Ingv – Questo fenomeno lubrifica la superficie di faglia. Dagli esperimenti si vede che c’e’ un abbassamento dell’attrito fra i due lembi della faglia, fenomeno che fino ad alcuni anni fa era impensabile“. I ricercatori sono arrivati a questa conclusione con esperimenti di laboratorio nel corso dei quali delle particolari macchine che potremmo descrivere come grandi torni sottopongono vari tipi di campioni di rocce a condizioni di stress simili a quelle che si verificano prima e durante un terremoto. Questo tipo di studio potrebbe far scoprire nuovi segni premonitori dei sismi: “La sismologia è uno strumento potentissimo per lo studio dei terremoti, però non è in grado di dire cosa avviene quando vengono emesse le onde e quindi ci manca qualcosa di fondamentale per comprendere la fisica dei terremoti – continua l’esperto – Bisogna quindi partire da un approccio di tipo sperimentale. Questo tipo di studio forse un giorno ci consentirà di prevedere i terremoti, misurando in laboratorio dei segnali ’precursori’ che precedono la catastrofe“.