Terremoti: oggi più di 40 scosse sull’Etna, sciame sismico provocato dall’attività sotterranea del vulcano

Movimenti nei condotti magmatici interni nell’ambito di una ‘ricarica’ di energia dell’Etna: sono le cause delle circa 40 scosse registrate nel Catanese, che ha avuto il suo apice con un sisma di magnitudo 3.2, secondo l’analisi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. I terremoti, che non hanno provocato danni a cose o persone, hanno avuto ipocentri compresi tra i 5 e i 6,2 chilometri di profondita’ ed epicentri in prossimita’ dei comuni di Giarre, Milo, Sant’Alfio, Santa Venerina e Zafferanea Etnea, paesi dove gli eventi sono stati nettamente avvertiti. Quella di magnitudo 3.1, registrata alle 10.18, ha fatto scattare l’allarme in una scuola a Zafferana Etnea, dove, per il continuo tremare della terra, l’istituto, per precauzione, ha fatto svolgere gli esami di licenza media fuori dalle aule. Il sisma ha fatto scattare l’allerta, ma nessuna scena di panico: gli abitanti della zona sono abituati a convivere con scosse ed eruzioni. Cosi’ la direzione dell’istituto comprensivo Federico De Roberto, solo a scopo precauzionale, ha preferito fare trasferire in cortile i 12 alunni e gli insegnanti che erano impegnati nelle prove orali degli esami di terza media. ”La scuola – ha spiegato la vice preside, Maria Rosa Di Salvo – ha attivato le procedure d’emergenza. Abbiamo contattato il Comune, dal quale abbiamo avuto la conferma che non c’e’ stato di allerta, ma le prove di esame continuano fuori in via precauzionale. I ragazzi sono al sicuro e sono tranquilli”. Secondo l’Ingv, i movimenti nelle faglie sotterrane sono collegati ad una nuova fase dell’attivita’ dell’Etna che da maggio scorso ha cambiato ‘decorso’, rallentando nel tempo le eruzioni-lampo. Probabilmente, ipotizzano gli esperti, il vulcano attivo piu’ alto d’Europa si prepara a una nuova fase di attivita’, diversa dalle precedenti. Lo scenario e’ quello di un’eruzione ad alta quota, nella desertica Valle del Bove, lontano da centri abitati. Sara’ sicuramente, si ipotizza, diversa da quelle ‘lampo’ a cui il vulcano aveva abituato negli ultimi anni: con emissione di cenere e fontane di lava che durano meno di 24 ore. Certamente, sottolineano i ricercatori, non ci sono collegamenti con i terremoti registrati nei giorni scorsi nel Siracusano, zona a alta densita’ sismica, i cui ‘movimenti’ sono legati al rilascio di energia della faglia italo-maltese che taglia il Mediterraneo, e che tante paure crea tra chi teme il ‘big one’ nella Sicilia orientale, che, spiegano gli scienziati, nessuno puo’ realmente prevedere ne’ annunciare.