”In Italia non c’e’ coscienza civile, e’ un paese che ha il 70% del territorio a rischio sismico e non esistono ne’ un piano di prevenzione nazionale, ne’ quelli paesaggistici regionali”. A parlare e’ il sottosegretario ai Beni culturali Roberto Cecchi che invita il Fai e le istituzioni similari a spingere sulle amministrazioni perche’ diventino virtuose. ”Ci diano i mezzi per farlo, favoriscano il principio di sussidiarieta”’, risponde il presidente del Fondo per l’Ambiente Italiano Ilaria Borletti Buitoni, che denuncia ”il 5 per mille va tutto allo stato”. Lo scambio di vedute si e’ consumato, tra toni pacati e basso profilo, nelle meravigliose sale della Galleria Borghese affollata per la presentazione del libro della Borletti dal titolo ‘Per un’Italia possibile”, pubblicato da Mondadori. Introdotto dall’archeologo Andrea Carandini, che ha ribadito un netto rifiuto alla sua candidatura alla presidenza del costituendo Consiglio superiore dei Beni culturali (aveva ritirato la sua disponibilita’ dopo ”la goccia di Corcolle”), il dibattito si e’ incentrato sulle drammatiche conseguenze del sisma in Emilia, come se fosse una sorta di compendio di quello che in Italia non funziona. Cosa puo’ fare questo governo, si e’ chiesto Carandini, perche’ una regione disastrata si rialzi in piedi, senza perdere la propria identita’, e soprattutto perche’ certi drammi non si ripetano piu’? ”Non e’ vero che contro il terremoto non ci sia scampo”, ha risposto Cecchi. ”In questi giorni ho fatto un giro in Emilia, nelle zone rosse delle citta’, e ho visto che gli edifici ben tenuti, che sono stati oggetto di restauro, al massimo hanno avuto qualche lesione” Anche a L’Aquila, ha proseguito il sottosegretario, in pieno centro storico c’e’ un convento che non ha avuto danni. E ”non illudiamoci,non tutto potra’ essere ricostruito, alcuni monumenti non ci saranno piu”’, ha detto ancora Cecchi. ”La sensazione e’ che non si voglia fare prevenzione. Non fare un piano paesaggistico lascia le mani libere”. Le linee guida per la prevenzione sismica non sono state prese in considerazione, ha concluso il sottosegretario invitando il Fai a ”spingere le amministrazioni verso un comportamento virtuoso”. Ma Ilaria Borletti, a margine della presentazione, conferma il sostegno del Fai alle popolazioni colpite dal sisma come quello che ci fu a L’Aquila, ma non risparmia la sua denuncia. ”Lo stato ci dia i mezzi. Il Fai paga l’Irap e l’Iva sui restauri”, dice il presidente, che vorrebbe vedere applicato il principio di sussidiarieta’. ”Siamo puniti fiscalmente e non vediamo alcun reale riconoscimento al terzo settore”. Non a caso, termina scandalizzata, ”il cinque per mille va tutto allo stato, in quanto non e’ piu’ possibile indicare il destinatario del finanziamento”.
Terremoti: scambio di vedute tra Roberto Cecchi e Ilaria Borletti sul rischio sismico in Italia


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