Terremoto: apprensione a Padova per il rischio di crolli nella Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto

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Ripristinare le vecchie strutture della Cappella degli Scrovegni di Padova per salvarla dal terremoto e isolarla per preservarla dall’acqua: e’ l’appello dell’arch. Fernando De Simone dopo l’iniziativa della Commissione Scrovegni, presieduta dal direttore regionale per i Beni Colturali e Paesaggistici del Veneto Ugo Soragni, di installare sensori per monitorarne i movimenti. ”Se lasciamo la struttura com’e’, grazie ai sensori seguiremo in diretta il crollo”, ironizza l’architetto che nel 2007 si oppose allo stoccaggio di gas nel sottosuolo di Finale Emilia, oggi flagellata dal terremoto. La Cappella, che conserva al suo interno gli affreschi di Giotto, negli anni 60 del secolo scorso – spiega – ha avuto ”un particolare ‘restauro’: al posto delle capriate in legno, sono state installate strutture in acciaio, ed i vecchi cordoli, anch’essi in legno, sono stati sostituiti da pesanti e rigidi cordoli in calcestruzzo, piu’ economici, ma molto pericolosi in caso di scosse telluriche: Federico Zeri lo evidenzio’ dopo il crollo nella Basilica di San Francesco ad Assisi,che aveva subito lo stesso trattamento”. La Cappella degli Scrovegni ”non e’ antisismica – prosegue – bisogna ripristinare urgentemente le vecchie strutture, prima che sia troppo tardi: con l’ultima scossa non ha subito danni come la Basilica di sant’Antonio, ma potrebbe succedere domani”. Inoltre, per garantire la sopravvivenza del ciclo giottesco, secondo l’esperto la Commissione dovrebbe rapidamente ”bloccare i cantieri della vicina area Pp1, dove sono iniziati i lavori per costruire un anello perimetrale in calcestruzzo, largo un metro e profondo ventisette metri, di cui diciotto interrati, per proteggere i nuovi palazzi dall’acqua del sottosuolo”. Altrettanto urgente anche ”costruire subito delle trincee e dei diaframmi che isolino dall’acqua tutta la zona museale, e rinforzare le fondazioni della Cappella, gia’ minate dall’acqua” e ”far fare uno studio complessivo, con i carotaggi del terreno in tutta l’area interessata, fino alla stazione ferroviaria,e non limitarsi ad analizzare la sola zona ex Boschetti”.