
“C’e’ chi dice due mesi, chi una settimana e chi parla di anni. La verita’ e’ che nessuno puo’ dirlo con certezza. Sappiamo solo che prima o poi l’energia disponibile finira‘”. Cosi’ Enzo Boschi, docente di sismologia all’universita’ di Bologna ed ex presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, intervistato da ‘La Stampa’, risponde all’interrogativo su quanto ancora la terra in Emilia Romagna continuera’ a tremare. “Anche andare a vedere i precedenti storici serve fino a un certo punto – sostiene – ogni scossa modifica il sottosuolo e quindi ogni scossa successiva, anche se avviene sullo stesso territorio e’ imprevedibile. La cosa piu’ importante e’ che le persone colpite da queste ultime scosse, per quanto in difficolta’, sono al sicuro“. Quanto poi all’ultima forte scossa di magnitudo 5.1 di ieri sera con epicentro nei comuni di Novi di Modena, San Possidonio e Concordia, spiega: “ad ogni scossa corrisponde una frattura diversa ma si tratta di un unico fenomeno. Se prendessimo una mappa e guardassimo le fratture degli ultimi giorni si vedrebbe chiaramente l’azione in atto. Si sta liberando l’energia accumulatasi in secoli nella spinta biodinamica da Sud a Nord verso le Alpi. Questa lunga sequenza di scosse ci dice che si tratta di un sistema non omogeneo. Comunque – spiega – e’ meglio avere una lunga sequenza di scosse minori piuttosto che un’unica frattura di potenza devastante“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?