Terremoto: caldo “da tortura” nelle tendopoli dell’Emilia Romagna

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Nelle tendopoli e negli ospedali da campo nella Bassa modenese fa talmente caldo che si spaccano le flebo. “Nel punto medico avanzato di Mirandola, allestito di fronte all’Ospedale inagibile a causa del terremoto, pazienti e operatori stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà“. Lo ha denunciato il consigliere regionale del Pdl dell’Emilia-Romagna Andrea Leoni che, in un’interrogazione all’assessorato alla Sanità di riaprire il prima possibile gli ospedali della zona colpita dal terremoto, dove si sta vivendo una vera e propria “tortura” a causa del caldo. “La presenza dei condizionatori che vanno però regolarmente in blocco perché l’assorbimento di corrente è altissimo – ha spiegato Leoninon riesce a rendere vivibile l’ambiente nella tensostruttura di fronte all’ospedale dove le temperature sono da deserto del Sahara“. Per il consigliere del Pdl è una situazione da “codice rosso” che “ha portato addirittura le flebo a scoppiare per il caldo. E’ evidente che il disagio per i pazienti e il personale è davvero forte“. Servono “tempi certi per la riapertura degli ospedali di Mirandola e Carpi e che contestualmente si potrebbe prevedere l’uso di strutture idonee quali quelle della sanità militare che ha mezzi idonei che possono essere usati in tale particolare situazione climatica“.