“Mentre riconosciamo la nostra fragilita’, cogliamo anche la forza della nostra gente, nel voler ad ogni costo rinascere dalle macerie e ricostruire con nuovi criteri di sicurezza”. All’indomani della commovente visita del Papa alle zone terremotate dell’Emilia, per la quale hanno pubblicamente espresso gratitudine, i vescovi italiani fanno eco alle sue parole di ieri (e in particolare al suo grido “Si puo’ ricostruire!”) e lodano l’iniziativa dello Stato di istituire per il prossimo 9 ottobre una “Giornata in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”.
Il messaggio per la Giornata per la salvaguardia del Creato, che sara’ celebrata il prossimo primo settembre, e’ dedicato infatti “alle tante sofferenze sperimentate, in questo anno, da numerose comunita’ del nostro Paese, segnate da eventi luttuosi”, ed elenca “le immense ferite inflitte dal terremoto nella Pianura Padana e le alluvioni che hanno recato lutti e distruzioni a Genova, nelle Cinque Terre, in Lunigiana e in vaste zone del Messinese”. “Nel pianto di tutti questi fratelli e sorelle sentiamo – si legge – il lutto della terra, cui la stessa Sacra Scrittura fa riferimento”. “E’ nella Bibbia – assicura la Commissione Ecclesiale per i problemi sociali e il lavoro firmataria del documento – che incontriamo la grande prospettiva dell’alleanza tra Dio e la sua creazione, in una reciprocita’ da riconoscere davanti a luoghi dove la bellezza esteriore si e’ fatta segno di una bellezza interiore”. “Pensiamo ad esempio – sottolineano i vescovi – ai tanti siti dove i monaci custodiscono il creato – ma anche davanti ai tristi scempi dell’ambiente naturale, provocati dal peccato degli uomini, evidente soprattutto nelle azioni della criminalita’ mafiosa”.
“Tra ecologia del cuore ed ecologia del Creato – secondo la Cei – vi e’ infatti un nesso inscindibile”, quello che ricorda Benedetto XVI nell’enciclica “Caritas in veritate”, quando afferma che “l’ambiente naturale non e’ una materia di cui disporre a piacimento, ma opera mirabile del Creatore, recante in se’ una ‘grammatica’ che indica finalita’ e criteri per un utilizzo sapiente, non strumentale e arbitrario”. “Oggi molti danni allo sviluppo – denunciano i vescovi italiani – provengono proprio da queste concezioni distorte come quelle che riducono la natura a un semplice dato di fatto o, all’opposto, la considerano piu’ importante della stessa persona umana”. “Ci viene chiesto percio’ – conclude il messaggio Cei – di annunciare queste verita’ con crescente consapevolezza, perche’ da esse potra’ sgorgare un concreto e fedele impegno di guarigione dell’ambiente calpestato: un compito che appartiene alla sollecitudine educativa delle comunite’ cristiane e offre l’occasione per catechesi bibliche, momenti di preghiera, attivita’ di pastorale giovanile, incontri culturali; una responsabilita’ che appartiene anche ai docenti, in particolare agli insegnanti di religione”.
Terremoto, Cei: “la gente vuole rinascere dalle macerie”


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