A 36 anni dal terremoto il convegno ”Chiese del 2000, la ricostruzione in Friuli nella stagione post conciliare”, tira le fila del recupero di una fetta molto importante del patrimonio storico e religioso del Friuli Venezia Giulia. Opere sociali ed artistiche importanti e chiese restaurate o costruite ex novo, in base alle linee programmatiche derivate da un altro convegno ecclesiale, Cjase di Diu, cjase nostre, che l’Arcidiocesi di Udine indisse tre anni dopo il sisma. Ha dato il via all’iniziativa, che si concludera’ domattina con una vista alle chiese di Majano, Venzone e Gemona, l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzoccato, che ha ricordato i gemellaggi di quel tempo tra le cittadine friulane ferite dalle scosse e quelle dell’Emilia Romagna, che allora diedero soccorso ed oggi vivono la stessa esperienza. ”Il Friuli ringrazia e non dimentica” ha sottolineato l’assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi, notando che in questa frase e’ sintetizzata tutta l’importanza di un’esperienza difficile e straordinaria.
Ricordando quanto il terremoto abbia segnato la storia del Friuli, l’assessore ha quindi ribadito che la Regione e’ in prima linea nei soccorsi alle popolazioni colpite recentemente dalla stessa tragedia e, riagganciandosi a quanto asserito dall’arcivescovo, il quale aveva rilevato come preti e cittadini avessero diviso tutto e come, anche sul fronte ecclesiale, si fosse realizzato il modello Friuli, Riccardi ha detto che ”il modello Friuli dimostra che i problemi si risolvono meglio quando si affrontano da vicino”. Riccardi, che ha portato il saluto del presidente della Regione Renzo Tondo e ha ringraziato l’arcivescovo per l’occasione di riflessione offerta dal convegno, ha quindi osservato che il patrimonio di chiese e strutture connesse alla vita ecclesiale e’ stato ricostruito assieme ai paesi ”grazie alla grande alleanza tra l’Arcidiocesi di Udine, la Regione, le istituzioni e la comunita’ ecclesiastica, con uno sforzo straordinario che ha portato a vincere una sfida apparentemente impossibile”. Assieme all’assessore sono intervenuti anche il sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsel, il quale ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa odierna ”per riflettere su quanto si e’ fatto in passato ma anche per non ripetere gli stessi errori in futuro”, il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, che ha ricordato l’impegno dell’ente nella ricostruzione degli edifici scolastici e nel loro adeguamento alle norme antisismiche ed il direttore regionale per i Beni culturali, Gian Giacomo Martines.
Nel corso di questo convegno racconteremo come sono state recuperate o costruite le chiese”, aveva osservato l’arcivescovo, ”consapevoli che, pur nel dramma, il terremoto fu per i friulani un’opportunita’ ed un punto di partenza anche in ambito ecclesiale, perche’ la comunita’ divenne parte in causa e soggetto da consultare per la programmazione della ricostruzione del suo patrimonio religioso”.


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