Terremoto: è allarme siccità, a rischio l’80% delle pere italiane

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L’80 per cento della produzione di pere made in Italy rischia di rimanerea secco. Sono i danni subiti dagli impianti dei consorzi di bonifica, in particolare quello della Burana, a impedire l’irrigazione di quasi 200 mila ettari di terreno agricolo compreso tra le provincie di Modena, Ferrara e Reggio Emilia. Se l’impianto non verra’ ripristinato in fretta, in previsione dell aumento delle temperature nei prossimi giorni, c’e’ il pericolo che la perdita del prodotto andra’ ad allungare la gia’ pesante lista di danni che il sisma ha inferto all’agroalimentare emiliano. Lo afferma la Cia – Confederazione italiana agricoltori, che sta eseguendo monitoraggi sul territorio. Ancora una volta – sottolinea la Cia – gli effetti devastanti del terremoto in Emilia minacciano un comparto importante dell’agricoltura italiana. Proprio tra Modena, Ferrara e Reggio Emilia si concentra la quasi totalita’ della produzione nazionale di pere: la William, l Abate e la Conference sono solo le principali varieta’, tutte tutelate dal marchio Igp assegnato alla Pera dell Emilia Romagna. E di tutta la regione, proprio quest’area fa dell Italia il primo produttore europeo e il terzo produttore mondiale di questo tipo di frutta, dietro Cina e Stati Uniti. L’area attualmente a secco, particolarmente vocata a questa produzione, ospita tra l altro anche la coltivazione di pesche e nettarine, oltre che di ortivi e seminativi. Di fronte al rischio siccita’, la Cia sottolinea l’urgenza di una tempestiva messa in sicurezza degli impianti danneggiati, con interventi per ora anche provvisori, purche’ rapidi ed efficaci. Nel giro di 15 giorni, infatti, la temperatura potrebbe salire abbastanza da compromettere seriamente gli orticoli e le piante da frutta. Ancora una volta – sottolinea la Cia – gli effetti devastanti del terremoto in Emilia minacciano un comparto importante dell’agricoltura italiana. Proprio tra Modena, Ferrara e Reggio Emilia si concentra la quasi totalita’ della produzione nazionale di pere: la William, l Abate e la Conference sono solo le principali varieta’, tutte tutelate dal marchio Igp assegnato alla Pera dell Emilia Romagna. E di tutta la regione, proprio quest’area fa dell Italia il primo produttore europeo e il terzo produttore mondiale di questo tipo di frutta, dietro Cina e Stati Uniti. L’area attualmente a secco, particolarmente vocata a questa produzione, ospita tra l altro anche la coltivazione di pesche e nettarine, oltre che di ortivi e seminativi. Di fronte al rischio siccita’, la Cia sottolinea l’urgenza di una tempestiva messa in sicurezza degli impianti danneggiati, con interventi per ora anche provvisori, purche’ rapidi ed efficaci. Nel giro di 15 giorni, infatti, la temperatura potrebbe salire abbastanza da compromettere seriamente gli orticoli e le piante da frutta.