Terremoto: è morta anche la donna estratta viva dalle macerie, le vittime adesso sono 26

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E’ morta nel pomeriggio all’ospedale di Baggiovara di Modena Liviana Latini, la 65enne che fu estratta in gravi condizioni dalle macerie del suo condominio crollato a causa del terremoto il 29 maggio a Cavezzo. La donna rimase per lunghe ore sotto i resti della palazzina dopo il cedimento e venne recuperata dai soccorritori. Liviana Latini Ganzerli aveva riportato un trauma da schiacciamento agli arti inferiori che erano rimasti compressi per ore, nonostante fosse riparata da un mobile. Ricoverata dal giorno in cui era stata salvata dai vigili del fuoco, le sue condizioni di salute sono peggiorate per complicazioni ai reni e problemi di circolazione. La palazzina in cui abitava (di alcuni piani e completamente collassata per il terremoto) era stata dichiarata inagibile. Quella mattina pero’, poco prima della forte scossa delle 9, la donna era rientrata per recuperare alcuni vestiti e oggetti.

Sono quindi diventate 26 le vittime del sisma in Emilia. E’ tuttora in gravi condizioni nello stesso ospedale Maggiore un altro paziente giunto al trauma center da Pieve di Cento, in seguito alle gravi ferite causate dai crolli del terremoto. Un bilancio che si aggrava in una giornata relativamente tranquilla dal punto di vista sismico, con un numero totale di 30 scosse dalla mezzanotte, e nessuna di esse di grado superiore a 3.

Ad avvelenare il clima sono state invece segnalazioni pervenute alla Cgil su alcune aziende che cercherebbero di aggirare l’ordinanza del Dipartimento della protezione civile facendo firmare ai lavoratori liberatorie individuali sulla responsabilita’ civile e penale nel caso di danni provocati dal terremoto. E’ quanto ha denunciato il responsabile politiche industriali Cgil Emilia Romagna, Antonio Mattioli. “Di fronte a queste liberatorie – ha commentato – agiremo segnalandole alla Procura della Repubblica e ribadendo che la vita dei lavoratori non puo’ essere giocata per una questione di mercato”. Sono state finora 638 le scosse totali registrate dal 20 maggio, delle quali 13 di magnitudo pari o superiore a 4, l’ultima delle quali e’ avvenuta domenica 3 giugno alle 21.21. In totale, 26 le persone che hanno perso la vita e oltre 350 i feriti; quasi un milione gli abitanti coinvolti nei comuni prossimi all’epicentro, oltre 77.000 le imprese industriali e artigianali interessate, a cui si aggiungono 14.000 imprese agricole. E’ il bilancio tracciato in consiglio regionale dall’assessore alla protezione civile Paola Gazzolo. Le ultime scosse, ha sottolineato, hanno avuto effetti pesanti anche a livello psicologico sulla popolazione, in quanto sono arrivate quando sembrava che il peggio fosse passato e si potesse gia’ avviare la ricostruzione. “Ora – ha spiegato l’assessore – il nostro primo obiettivo e’ censire con chiarezza l’entita’ dei danni su tutto il patrimonio edilizio, pubblico e privato, sugli stabilimenti produttivi, sulle scuole, sul patrimonio culturale e artistico”. Impegnati sul territorio sono almeno 4.500 uomini della protezione civile, un terzo delle quali volontari, e 1.150 vigili del fuoco. In questo momento, sono 15.574 i posti letto disponibili, di cui 12.180 occupati (9.265 nei campi di accoglienza, poco piu’ di duemila in strutture coperte, altri negli alberghi dopo la convenzione stipulata fra Regione e associazioni di categoria). Le scosse telluriche hanno provocato danni considerevoli alle strutture sanitarie: sono stati evacuati gli ospedali di Mirandola, Carpi, Finale Emilia, Bondeno e numerose residenze per anziani. Quasi 270 le scuole totalmente o parzialmente inagibili (le verifiche sono tuttora in corso). Circa 20mila gli accertamenti su edifici pubblici e attivita’ produttive che sono stati completati. Infine gli aiuti economici: sul conto corrente aperto dalla regione a favore dei terremotati sono arrivati oltre 500.000 euro.