Dopo la denuncia di Coldiretti sulle speculazioni legate al prezzo del latte, il Codacons annuncia un esposto alle Procure della Repubblica di Bologna, Modena e Ferrara, in cui si chiede di indagare sulle attivita’ speculative in atto nelle zone terremotate. “Come gia’ accaduto in Abruzzo, anche in Emilia c’e’ chi pensa di poter utilizzare il sisma come espediente per trarre guadagno a danno di terzi – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Tralasciando l’immoralita’ e la scorrettezza di tali pratiche, riteniamo ci siano i presupposti per una indagine della magistratura, volta ad accertare speculazioni sui prezzi all’origine e su quelli al dettaglio dei prodotti alimentari. In particolare si deve indagare nel settore lattiero-caseario che, come denuncia Coldiretti, appare quello non solo piu’ danneggiato, ma anche piu’ colpito dalle speculazioni sui prezzi”. L’associazione chiede dunque alle tre Procure di estendere le indagini in corso anche alle speculazioni relative ai prezzi, individuandone i responsabili e procedendo contro gli stessi per i reati di aggiotaggio e altri che dovessero emergere dall’inchiesta.
Ora al danno provocato dal sisma si aggiunge anche la beffa. Non bastavano i tentativi di speculare sul Parmigiano Reggiano e sul Grana Padano, adesso siamo a veri atti di sciacallaggio nei confronti delle imprese agricole, soprattutto quelle che operano nel settore lattiero-caseario. Sotto tiro il prezzo del latte. A sottolinearlo e’ la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che denuncia una situazione che sta assumendo proporzioni rilevanti e rischia di accrescere le gia’ grandi difficolta’ che l’agricoltura delle zone terremotate e’ costretta ad affrontare. Diversi produttori di latte destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano venduto a caseifici privati stanno ricevendo in questi giorni -come denunciato ieri dalla Cia di Reggio Emilia e di altre zone dei territori colpiti dal sisma- lettere da parte dei loro primi acquirenti che, oltre a disdire i contratti stipulati tra le parti, richiedono anche la corresponsione delle spese sostenute per i maggiori oneri nel trasporto del latte, a causa dei problemi creati dal terremoto. In alcuni casi rimandano addirittura il pagamento del latte consegnato loro dagli allevatori di bovini. Siamo, quindi, in presenza di tentativi speculativi che possono provocare pesantissimi danni ad un settore, appunto quello lattiero-caseario, che vive un momento di pura emergenza. Non e’ assolutamente pensabile -afferma la Cia- che si possono scaricare sugli allevatori costi che definire impropri e’ poco. Oltretutto, e’ gravissimo che si giunga anche alla disdetta di contratti regolarmente stipulati. In una fase del genere -sottolinea la Cia- e’ assurdo che alcune componenti di una filiera cosi’ importante come quella del latte assumono certi atteggiamenti. Le difficolta’ dovrebbero, invece, unire e far sviluppare il massimo impegno affinche’ si riesca a salvaguardare produzioni di eccellenza che per le zone colpite dal sisma sono di primissima rilevanza economica e sociale. La Cia, comunque, portera’ avanti tutte le azioni possibili per tutelare gli allevatori e nello stesso tempo invita le istituzioni preposte a vigilare in modo da evitare che gravi fenomeni speculativi si possano ripetere a danno di chi ha gia’ subito pesantissime conseguenze, vedendo, in pochi attimi, stravolta la propria vita e devastata l’attivita’ imprenditoriale.


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