Terremoto Emilia: le continue scosse intralciano anche il lavoro delle procure nelle indagini

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Le continue scosse di terremoto, e in particolare quella di magnitudo 5.1 di ieri sera, complicano il lavoro gia’ difficile della Procura di Modena impegnata nell’inchiesta sui morti nei crolli del sisma del 29 maggio. Venerdi’ scorso i Pm avevano fatto richieste, per via telematica, a vari uffici, di documenti necessari alle indagini. Ma alcune delle richieste sono tornate al mittente perche’ il sisma di ieri sera ha fatto saltare la rete telematica, in particolare nella zona di Mirandola. Cosi’ oggi le richieste sono state rifatte recapitandole a mano. ”D‘altra parte lavoriamo sotto i terremoti – ha spiegato il Procuratore Vito Zincanie il normale sviluppo delle attivita’ ha subito interruzioni imprevedibili. Speravamo di avere questa mattina i primi dati e invece dobbiamo ripartire da capo”. L’inchiesta modenese si occupa di 13 dei 17 decessi del modenese, quelli in cui, in ipotesi, ci possono essere responsabilita’ di terzi. Sabato a margine della cerimonia per le celebrazioni del 2 giugno, Zincani aveva spiegato che aveva dato termine di ultimare le autopsie entra questa settimana. Il rischio ora e’ che i tempi slittino in avanti. Intanto dovra’ essere stabilita’ una data per un incontro con i magistrati della Procura di Ferrara che indagano sulla morte di quattro operai nel sisma che il 20 maggio ha colpito il Ferrarese. Un incontro necessario per il coordinamento tra le due Procure, che sara’ gestito dal Procuratore generale di Bologna Emilio Ledonne. In particolare dovrebbe esserci un’unica ‘superperizia’ per le due Procure – la piu’ qualificata possibile per accertare la verita’ sui cedimenti – che dovrebbe permettere di accelerare i tempi ed evitare di far eseguire due perizie distinte. Le due distinte procure lavoreranno sui fascicoli aperti per i diversi crolli registrati.