Terremoto Emilia: presentate le nuove linee guida per interventi sui capannoni industriali

MeteoWeb

Il palazzo dei Congressi di Bologna ha ospitato ieri pomeriggio il convegno “La ripresa dopo il sisma: sicurezza e prevenzione”, un momento di discussione per illustrare le nuove linee guida per gli interventi sui capannoni industriali non progettati con criteri antisismici.
L’incontro è promosso dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Consiglio nazionale degli Ingegneri, da ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e Assobeton-Associazione nazionale industrie manufatti cementizi. A presentare le linee guida, Mauro Dolce, Direttore dell’Ufficio rischio sismico e vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile.
La diffusione di queste linee di indirizzo nasce dalla necessità di realizzare con urgenza interventi su edifici industriali assimilabili ai capannoni nei territori dell’Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia colpiti dai terremoti del 20 e 29 maggio. Infatti, il riconoscimento formale della pericolosità sismica di questi territori è avvenuto solo dopo il 2003, con la revisione della normativa tecnica per le costruzioni e della classificazione sismica. Gli edifici industriali costruiti senza criteri antisimici sono risultati particolarmente vulnerabili ed hanno registrato numerosi crolli in seguito alle forti scosse di maggio.
Per superare l’emergenza in questi territori, migliorare le condizioni di sicurezza e salvaguardare le vite umane, il Decreto Legge 74 ha previsto un processo da realizzare in due fasi:

  • interventi locali, per eliminare le carenze strutturali più rilevanti;
  • interventi globali, per integrare le condizioni aggiuntive previste dal D.L. 74 rispetto all’agibilità sismica di una costruzione.

Oltre all’esigenza di sicurezza e salvaguardia delle vite umane, queste linee guida rispondono alla necessità di garantire una ripresa rapida del tessuto economico e produttivo e rappresentano un supporto per gli ingegneri, i geometri e i tecnici che devono realizzare in tempi rapidi interventi su edifici assimilabili ai capannoni nelle aree colpite dal terremoto.