Seguire l’evoluzione di uno sciame sismico su una mappa che riporta tutte le informazioni relative al territorio, alle condizioni meteo, alla percorribilità delle strade e delle linee ferroviarie, e ai danni subiti da edifici e infrastrutture. Il tutto aggiornato in tempo reale online grazie a una rete sociale a cui partecipano non solo tecnici e istituzioni ma anche i privati cittadini. E’ questo in sintesi GeoSdi, progetto sviluppato dall’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Cnr e diretto da Dimitri Dello Buono, che prima del sisma in Emilia doveva essere impiegato per supportare il servizio di intercettazione incendi all’interno del sistema informativo geografico della Protezione civile, ma che adesso viene testato per raccogliere dati sul terremoto emiliano, accettando anche contributi dai singoli cittadini. Sul sito del progetto (www.geosdi.org) sono disponibili le informazioni e gli applicativi gratuiti per smartphone. ”GeoSdi – spiega all’ANSA Dimitri Dello Buono – è un progetto di ricerca del Cnr che nasce alcuni anni fa, nel 2004, per studiare il modo di per integrare fra loro i dati geospaziali delle pubbliche amministrazioni. Eravamo nella prima fase di prototipo quando ci fu il sisma dell’Aquila e lì lo abbiamo usato in maniera intensiva, anche per il successivo G8. Una delle caratteristiche del sistema è quello di condividere le informazioni geospaziali provenienti da enti e società diverse che di solito non comunicano tra loro. Ognuno di questi ha una sua visione, singolare, di ciò che succede sul territorio. Sovrapporre informazioni provenienti da soggetti diversi come Protezione Civile, Ingv, Enel, Anas, Telecom e altri, consente di avere una mappa stratificata e aggiornata del territorio. E questo non vale soltanto per gli eventi sismici. Al G8 dell’Aquila, infatti, la nostra applicazione fu usata per supportare la sicurezza. In seguito il nostro sistema è stato utilizzato anche per il terremoto di Haiti, nel 2010, ed è stato adottato dal World Food Programme dell’Onu che ha realizzato in Zambia una cabina di regia per gestire la distribuzione del cibo e le emergenze relative”. Con il sisma in Emilia, GeoSdi entra però in una fase ‘social’, aprendosi anche ai contributi dei cittadini: secondo i ricercatori del Cnr ogni smartphone Android o iPhone presente nelle aree colpite, se dotato di Gps (Global positioning system) e camera fotografica, può trasformarsi in un terminale in grado di inviare immagini e dati con riferimenti spaziali e cronologici precisi. ”Ogni utente del nostro sistema – spiega Dello Buono – è al tempo stesso un fruitore e un fornitore di informazioni. Prendiamo ad esempio un medico che si collega al sistema per consultare la situazione, poniamo, delle strade dove sta operando. Il medico riceverà le informazioni richieste, ma fornirà automaticamente al sistema anche la propria posizione rendendosi immediatamente rintracciabile se nelle vicinanze qualcuno ha bisogno di una visita d’emergenza”.
Terremoto Emilia Romagna: una ‘app’ del Cnr per seguire tutta la situazione in tempo reale


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