Terremoto, i geologi: “da Dl Sviluppo pericolosa riduzione nostro ruolo”

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Il Consiglio Nazionale Geologi ”rileva con sorpresa che nello schema di decreto legge ‘misure urgenti per la crescita del Paese’, si sia voluto intervenire su una materia, quella delle indagini geognostiche e delle prove geotecniche in sito, oggetto anche recentemente di importanti sentenze del Tar Lazio e del Consiglio di Stato”. E’ quanto si legge in una nota. ”Premesso che, anche con la migliore disposizione, non si riesce a comprendere quale carattere di urgenza possa rivestire la modifica del comma 2, dell’articolo 59 del DPR 380/2011 ne’ tanto meno a quale sviluppo tale modifica possa riferirsi o possa determinare – prosegue -, il CNG non puo’ non rilevare come, ancora una volta, i cervelli pensanti del Ministero delle Infrastrutture, che in questi giorni avrebbero ben altre e piu’ importanti questioni cui dedicarsi, anche in termini di forte autocritica, compiano un tentativo maldestro di ribaltare le recentissime sentenze del TAR Lazio e si prodighino per complicare e per rendere nebulosa una materia che viceversa le Leggi vigenti e le recenti ricordate sentenze non solo stabiliscono chiaramente ma attribuiscono alla competenza esclusiva dei geologi come, appunto, le indagini geognostiche”. ”E’ l’ultimo tentativo in ordine di tempo – sottolinea il comunicato – di ridurre ai minimi termini, se non di escludere, il contributo dei geologi e della geologia da tutto il comparto delle costruzioni che il Consiglio Nazionale Geologi non puo’ passare sotto silenzio. Quanto avvenuto recentemente in Emilia Romagna, sia come effetti su strutture relativamente moderne sia come fenomeni indotti dal terremoto, se da una parte dimostra la scarsa dimestichezza dei legislatori e dei loro tecnici suggeritori alla problematiche d’ordine naturale, dall’altra evidenzia, senza se e senza ma, l’importanza delle conoscenze della geologia locale ai fini della corretta progettazione di qualsiasi manufatto”. ”E’ bene – concludono i geologi – che il popolo italiano tutto e non solo le popolazioni delle Provincie di Modena e Ferrara oggi cosi’ come quelle dell’Aquila ieri, sappia che chi opera per ridurre ai minimi termini questo contributo lo fa sulla pelle degli ignari cittadini. Rimane da capire ‘cui prodest’ che non e’ dato sapere ma e’ viceversa certo che i vantaggi non sono pubblici”.