Terremoto, intervista a Francesco Mele (Ingv) sulla scossa di stanotte al nord/est e sulle varie polemiche di questi giorni

MeteoWeb

Continua a tremare la terra nel nord Italia: dopo le tante scosse che dal 20 maggio interessano la pianura Padana tra bassa Lombardia, Veneto sud/occidentale ed Emilia Romagna, nei giorni scorsi abbiamo avuto, all’alba di mercoledì, un terremoto di magnitudo 4.5 sul litorale ravennate e stanotte, pochi minuti dopo le 04:00, un’altra scossa sempre di magnitudo 4.5 sulle preAlpi orientali, al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, tra le province di Belluno e Pordenone. La scossa è stata abbastanza superficiale, ad appena 7km di profondità, ed è stata avvertita dalla popolazione di gran parte del nord/est, ma fortunatamente non ci sono stati danni.

SCOSSA AL NORD/EST INDIPENDENTE RISPETTO ALLO SCIAME SISMICO NELLA PIANURA EMILIANA – Il ricercatore dell’Ingv Francesco Mele, contattato per approfondire l’argomento, ci ha spiegato che questa scossa è “del tutto indipendente” rispetto allo sciame sismico in atto nella pianura Padana: “siamo in un’altra area – ci ha detto Meledove ci sono altre faglie e altre strutture sismogenetiche. Il terremoto di stanotte non è stato influenzato da quello della pianura Padana, non si possono affatto mettere in relazione“. In sostanza, una scossa che ci sarebbe stata comunque, come quella di Ravenna, e che ci sono molto spesso in Italia nell’arco di un anno. E che, probabilmente, senza lo sciame sismico in atto in pianura Padana, avrebbe fatto meno “notizia”, non su MeteoWeb dove – da sempre – raccontiamo quello che succede non solo nel cielo ma anche nella terra, ma sugli altri mass-media e soprattutto su quelli generalisti, a caccia di notizie “alla moda” e nulla più.
Mele, comunque, ci ha anche spiegato che “quella zona è molto sismica“, con riferimento al nord/est. “Il Friuli – ha aggiunto il ricercatore – è una delle zone a più alto rischio sismico d’Italia. La nostra mappa di pericolosità sismica, che essenzialmente pone i livelli massimi di accelerazione sismica che i diversi luoghi possono raggiungere, individua il Friuli proprio uno di questi, tanto da avere la colorazione viola. Sono mappe probabilistiche, non significa che domani c’è il terremoto, ma che lì c’è una maggiore probabilità che nei prossimi 50 anni potranno esserci forti scosse. E’ una specie di previsione a lungo termine che ci dice che se vogliamo costruire le case, dobbiamo farlo bene, rispettando determinate tecniche antisismiche affinchè non crollino quando si verificherà il terremoto“. Tornano alla mente le drammatiche immagini del terremoto del 1976 in Friuli, “anche se quello era circa 50km più a est rispetto alla scossa di stanotte” aggiunge Mele. “Ma in quest’area, proprio al confine tra Veneto e Friuli, ci sono stati altri forti terremoti della storia recente a nostra disposizione. I due principali sono quello del 1873, che fu di 9°/10° grado sulla scala Mercalli e oggi è valutato all’incirca sulla magnitudo 6.3, e quello del 1936 con epicentro proprio nel bosco del Cansiglio, di 9° grado Mercalli, equivalente all’incirca a una magnitudo di 5.9, come la prima scossa del 20 maggio in pianura Padana. Altre volte terremoti più deboli, di magnitudo stimata tra 4.5 e 5.0, hanno interessato l’area in cui c’è stato l’epicentro di stanotte, come nel 1890 e nel 1912, ma i due principali sono quelli di cui abbiamo già parlato“.

LA RELAZIONE DIFFUSA IERI DALLA COMMISSIONE GRANDI RISCHI – Abbiamo chiesto a Francesco Mele cosa pensa della relazione diffusa ieri dalla Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, di cui abbiamo pubblicato il testo integrale qui e qui. Mele ci ha detto che “bisogna andare nello specifico e capire quello che c’è scritto. Il testo della relazione diffusa dalla Commissione Grandi Rischi dice una cosa che anche un profano può capire guardando la mappa con le stelle (vedi figura affianco, ndr): le stelle sono i terremoti superiori a magnitudo 5.0, i quadrati quelli superiori a magnitudo 4.0 e gli altri sono i minori. La stella più a destra, che è una delle prime scosse del 20-21 maggio, non è abbastanza circondata da tanti ltri terremoti, invece le altre sì. E’ un fatto abbastanza anomalo, lì c’è come una carenza di terremoti rispetto a ciò che uno si aspetta in una sequenza sismica del genere; può essere che debba accadere ancora qualche cosa? Non possiamo esserne certi, ma è un’anomalia ed è, sostanzialmente, quello che gli esperti della Commissione hanno voluto mettere in evidenza. In Emilia Romagna stiamo assistendo a una seguenza sismica con terremoti di magnitudo sempre inferiore, però lì a est, tra Ferrara e Finale Emilia, è come se mancasse ancora qualche cosa, quindi forse, ribadisco forse, non possiamo assolutamente esserne certi, potrebbero esserci altre scosse. Io comunque credo che la Commissione abbia agito bene, dando un messaggio per informare la popolazione di quello che noi sappiamo al massimo livello scientifico. Adesso c’è una levata di scudi perchè hanno detto qualcosa di diverso dal ‘non preoccupatevi’, è assurdo“. Già, assurdo, anche perchè quel ‘non preoccupatevi’ detto 3 anni fa a L’Aqiula ha portato alla sbarra degli imputati proprio gli esperti della Commissione Grandi Rischi, accusati di omicidio colposo (!!!). Nel nostro editoriale di ieri sera abbiamo parlato di “folle processo” non a caso …

POLEMICHE SU MAGNITUDO E LEGISLAZIONE – Infine abbiamo interpellato il dott. Mele per avere chiarezza sulle polemiche, anche in questo caso a nostro avviso balorde, che stanno interessando l’Ingv accusata da molti di “falsificare” (!!!) la magnitudo del terremoto affinchè rimanga sotto il 6° grado e non obblighi, quindi, lo Stato a farsi carico della ricostruzione. A prescindere dal merito tecnico del calcolo della magnitudo, e a prescindere anche dall’impegno del governo che per l’Emilia Romagna è obiettivamente straordinario viste le ingentissime quantità di fondi già stanziati per le zone terremotate, Mele ha aggiunto al dibattito un elemento che chiude definitivamente la questione spiegando che “questa normativa non riguarda affatto la magnitudo, ma il risentimento macrosismico, cioè la scala Mercalli e non la scala Richter. Il 6° grado è inteso come scala Mercalli, che è una scala legata ai danni subiti dalle strutture e non all’intenstà del terremoto in sè. Il terremoto di magnitudo 5.9 del 20 maggio in Emilia Romagna ha dato un risentimento macrosismico, se non sbaglio, di 8°/9° grado della scala Mercalli, o del 7°/8° grado, se non ricordo male. Comunqnue molto più alto del 6° grado. Trovo assurdo e vergognoso che alcuni giornali, anche prestigiosi e importanti, scrivano certe cose sapendo di mentire“. Evidentemente lo fanno solo per fomentare un sentimento politico di risentimento nei confronti di questo Governo. Ma in un momento così delicato in generale, per il nostro Paese, siamo sicuri che ci sia bisogno di questo? Tensione su tensione? Non che Monti & company stiano facendo egregiamente il loro compito, per l’amor di Dio, ma da qui a mettere in dubbio anche l’affidabilità dell’Ingv ce ne vuole … e a tutto c’è un limite! Il demagocigo populismo, almeno quando si tratta di scienza, bisogna metterlo da parte …