Terremoto, la Coldiretti fa i conti: 7-800 milioni di danni al mondo dell’agricoltura

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Il mondo dell’agricoltura fa i conti dei danni arrecati dal sisma che ha lacerato l’Emilia e scopre – se ve ne fosse bisogno – che i numeri sono decisamente pesanti. La situazione, spiega senza tanti giri di parole il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, ”e’ drammatica. Ci sono circa 700-800 milioni di danni per il settore, di cui 400 solo per le strutture: fienili, stalle e magazzini. Nel complesso, evidenziano le cifre di Coldiretti, sono 7.000 le aziende agricole colpite dal terremoto, 2.000 di queste in modo grave, mentre sono 8.000 nell’intera filiera agroalimentare i posti di lavoro a rischio. Dati gravosi per un territorio, quello emiliano, in cui si produce quasi il 10% dell’intera agricoltura nazionale. Ai 400 milioni di danni alle strutture, sottolinea l’associazione degli agricoltori, si aggiungono 70 milioni di euro per garantire la sicurezza sul fronte irriguo e delle acque di scolo (i consorzi di bonifica toccati duramente dal sisma in Emilia e nel Mantovano con 67 milioni di euro di danni, servono 200.000 ettari di territori densamente urbanizzati); 150 milioni di danni per il Parmigiano-Reggiano; 70 milioni per il Grana Padano e 15 milioni per l’aceto balsamico. In un quadro difficile, argomenta Marini all’interno dell’azienda agricola Bosco della famiglia Poletti nella frazione di Villafranca a Medolla, ”c’e’ un elemento positivo: una gran voglia di ricominciare da parte delle imprese e degli imprenditori agricoli. Loro – ricorda – chiedono di velocizzare le questioni burocratiche perche’ vogliono ricominciare in sicurezza” al piu’ presto. ”Ora – ammonisce – la palla e’ alla burocrazia” perche’ non si aggiungano ai danni naturali del sisma i danni delle decisioni degli uomini. ”Bisogna – chiosa il numero uno della Coldiretti – premere su istituzioni locali, nazionali e comunitarie”. All’interno della sua azienda, racconta Luca Poletti, imprenditore ventottenne, ”e’ venuto giu’ tutto il lavoro di una vita, dei miei bisnonni, dei miei nonni e dei miei genitori. I danni – traccia una stima provvisoria – vanno dai 300.000 ai 500.000 euro. Abbiamo venduto 60 vacche da latte su un totale di 120-130 vacche, e’ crollato il soffitto della stalla e sotto e’ rimasto tutto il fieno per cui faccio fatica a dare da mangiare agli animali. La sala mungitura e’ inagibile cosi’ come, ovviamente, la stalla”. Alle istituzioni, spiega nuovamente, ”non chiediamo la luna ma di ripartire. Vogliamo ripartire il piu’ presto possibile, abbiamo investito tutto” nell’azienda, ”tutta una vita e non puo’ finire cosi”’. Problemi comuni a tutti gli imprenditori della zona, non solo ai produttori di latte ma anche a quelli che lavorano nella produzione di frutta, come il presidente della Coldiretti di San Possidonio, Massimo Varini. ”Le difficolta’ sono comuni a tutti, ho un’azienda piccola di sette ettari in cui lavoriamo io e mio padre” nella produzione di pere e nei vigneti per il Lambrusco. Attivita’ che investono tanti imprenditori del Modenese che, ora, sperano di poter riavviare la produzione dopo i giorni di fermo imposti loro dalle scosse continue delle ultime due settimane.