Negli 8 mesi precendenti al 7 febbraio l’attivita’ sismica in tutte le aree del nord eccetto il Friuli Venezia Giulia ha mostrato “un significativo aumento“. E’ quanto afferma il dipartimento della Protezione civile in una nota, “in riferimento ad alcune richieste degli organi di stampa di avere informazioni sugli esiti della riunione del 28 gennaio della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi – Settore Rischio Sismico (convocata, su richiesta del Capo Dipartimento, prima dell’insediamento ufficiale, avvenuto il 14 marzo, per esaminare i tre eventi sismici del 25 e 27 gennaio nel veronese, reggiano e parmense, di magnitudo 4.2, 4.9 e 5.4), su cui si ritiene utile fornire i seguenti elementi“.
“Nel comunicato trasmesso dal presidente della Commissione al capo dipartimento il 7 febbraio, la Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Sismico sottolinea -scrive infatti la Protezione civile- un significativo aumento di attivita’ negli 8 mesi precedenti che ha interessato i margini settentrionale (pre-Alpino), meridionale (Appenninico, Ligure) e occidentale (Piemonte) della placca adriatica. Quest’area geologica comprende le province di Asti e Alessandria, limitatamente Milano e Monza, e poi Pavia, Cremona, Bergamo, Brescia, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Verona, Vicenza, Treviso, fino a Massa Carrara e Lucca: si tratta della quasi totalita’ delle aree sismiche del Nord Italia se si esclude il Friuli Venezia Giulia“.
“Inoltre, la Commissione specifica -prosegue la nota- che sulla base delle conoscenze attuali non ci sono indicazioni che questa attivita’ si riduca nel prossimo futuro, che potrebbe continuare su un vasto territorio, in buona parte profonda, e che certi eventi potrebbero divenire piu’ superficiali. In particolare, la Commissione si focalizza sulla possibile riattivazione di alcune delle grandi strutture che storicamente hanno generato forti terremoti, come Garfagnana e Lunigiana”. “Stante la vastita’ dell’area attenzionata e le rilevanti osservazioni formulate in merito alla possibile riattivazione delle grandi strutture appenniniche quali Garfagnana e Lunigiana -conclude la nota-, il capo dipartimento, in data 14 febbraio, ha richiesto al presidente della Commissione Grandi Rischi di riconvocare il settore Rischio Sismico per un ulteriore approfondimento in modo da avere un quadro il piu’ completo possibile per poter informare correttamente le amministrazioni competenti in materia di protezione civile sul territorio. Gli esiti di tale approfondimenti, ancora in corso, saranno forniti prossimamente al capo dipartimento“.
Infine, in riferimento alle attività raccomandate dalla Commissione grandi rischi “nell’ultima parte del suo comunicato trovano perfetta rispondenza con quanto già attuato nella continua azione di prevenzione messa in atto dal Dipartimento della protezione civile su tutto il territorio nazionale, in particolare attraverso“:
- L’azione di monitoraggio delle verifiche sismiche degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche e rilevanti esistenti, rese obbligatorie dall’OPCM 3274/2003;
- La sensibilizzazione della popolazione alle problematiche dei rischi, e più in particolare del rischio sismico, svolta attraverso sistematiche campagne informative, manifestazioni, fino alle attività svolte dal volontariato in raccordo con la comunità scientifica (per esempio, la campagna nazionale sulla riduzione del rischio sismico, “Terremoto – Io non rischio”);
- L’attuazione del piano nazionale di prevenzione sismica, attivato con l’art. 11 della Legge 77 del 2009, con lo stanziamento di 965 milioni di euro dal 2010 al 2016, che prevede il finanziamento delle opere di rafforzamento degli edifici pubblici strategici e degli edifici privati, nonché della microzonazione sismica, con una rigorosa ripartizione del fondo tra le regioni;
- La preparazione di modelli di intervento in caso di emergenze nazionali, con la verifica attraverso le esercitazioni svolte a diversi livelli, ultime delle quali quelle effettuate in Garfagnana (esercitazione TEREX alla fine del 2010) e in Calabria (fine 2011), cui si aggiunge quella prevista in Basilicata entro la fine dell’anno;
- La redazione di manuali di progettazione e linee guida, anche in collaborazione con i centri di competenza, distribuite gratuitamente attraverso il WEB, tra le quali quelle riguardanti la messa in sicurezza degli elementi non strutturali e degli impianti, ed il rafforzamento degli elementi strutturali.


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