Terremoto: le mappe satellitari dei danni sono figlie del programma Gmes per il controllo dell’ambiente

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Le mappe dei danni provocati dai terremoti in Emilia del 20 e 29 maggio sono state fra le prime applicazioni del programma europeo Gmes (Global Monitoring for Environment and Security) per il controllo dell’ambiente e del territorio. Lo ha detto oggi a Copenaghen, Federica Mastracci, dirigente di e-Geos e responsabile dell’Unita’ per le applicazioni geospaziali, nella conferenza europea sul programma Gmes organizzata dalla Commissione Europea in collaborazione con Agenzia Spaziale Europea (Esa), Agenzia Europea per l’Ambiente (Eea) e l’organizzazione europea per l’utilizzo dei dati meteo da satellite, Eumetsat. Le prime immagini di danni trasmesse alla Protezione Civile sono infatti arrivate dal Servizio per la gestione delle emergenze Ems (Emergency Management Service) della Commissione Europea, nato nell’aprile scorso e coordinato dalla societa’ italiana e-Geos (Telespazio-Asi). ”Immediatamente dopo il terremoto del 20 maggio la Protezione Civile ha attivato la procedura chiamando l’Emc – ha spiegato Mastraccied e’ scattata la macchina operativa che permette di elaborare e combinare insieme le informazioni contenute nella banche dati validate”. In questo modo sono state preparate le mappe della situazione precedente il terremoto. Nel frattempo, ha aggiunto Mastracci, si e’ attivata la procedura che, con l’Esa e grazie ad accordi stipulati in precedenza con i singoli Stati membri, permette di utilizzare i dati dei satelliti disponibili. ”Purtroppo in quell’occasione non e’ stato possibile utilizzare le immagini dei satelliti a causa delle condizioni nuvolose”, ha spiegato. Cosi’, come era accaduto anche per il terremoto de L’Aquila del 2009, sono entrate in azione aziende private che volontariamente hanno sorvolato le zone colpite e che hanno messo a disposizione i fotogrammi. ”Quindi i dati raccolti dagli aerei sono stati processati e a quattro giorni dal terremoto sono state completate le mappe di analisi dei danni”, trasmesse alla Protezione Civile. Oltre a permettere di organizzare i soccorsi, ”le mappe – ha concluso Mastraccisono uno strumento fondamentale per pianificare la ricostruzione e per contribuire alla prevenzione”.