”E’ l’aiuto che possiamo dare alle vittime delterremoto”: cosi’ Luciano Ligabue ha parlato del concerto organizzato per le zone colpite dal sisma il 25 giugno allo stadio di Bologna, in un incontro per la Repubblica delle Idee, intervistato da Gino Castaldo ed Ernesto Assante. Cancelli chiusi per il troppo pieno e sala del Podesta’ stracolma, l’appuntamento e’ stato aperto dalle immagini di Campovolo 2011 proiettate su maxischermo prima che arrivasse il rocker, accolto poi da una ridda di applausi. Dopo, tutti ad ascoltarlo in silenzio e, subito, ha ripercorso il suo amore per i concerti: ”e’ il motivo per cui ho cominciato a fare questo mestiere”, e’ ”una festa”. Quello del 25 giugno, organizzato da Beppe Carletti dei Nomadi raccogliendo un appello tutto regionale di Marco Barbieri, ”e’ sotto l’egida dell’Emilia per l’Emilia”, ha ricordato Ligabue, accennando alla presenza anche di Guccini e Zucchero tra altri. ”Ma mi hanno chiamato tanti colleghi non emiliani per dare una mano e con loro piu’ in la’ facciamo un altro concerto, in settembre (il 22 al Campovolo di Reggio Emilia, ndr), quando si saranno spenti i riflettori su quelle zone, sperando che si siano spenti perche’ altrimenti vorrebbe dire che la terra trema ancora. Ma anche se non tremera’ piu’, ci saranno tanti danni. Lo facciamo per raccogliere fondi, e per esprimere attenzione e vicinanza a chi oggi e’ senza casa ed e’ un po’ difficile per lui sentirsi dire che ‘il meglio deve ancora venire”’, ha concluso citando un ‘leit motiv’ ancora da Campovolo 2011.
Terremoto, Ligabue: “il concerto è l’aiuto che possiamo dare”


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