Terremoto, Maiani (Commissione Grandi Rischi): “non abbiamo mai fatto previsioni”

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“Quel documento che abbiamo inviato alla Protezione Civile lo scorso 28 gennaio, non e’ una previsione. Si tratta, molto piu’ semplicemente, del primo atto ufficiale della nostra Commissione che ha inteso offrire in quei termini la propria consulenza scientifica alla Protezione Civile, in merito a una serie di eventi sismici che si stavano vericando nei giorni precedenti in Val Padana”. Luciano Maiani, Presidente della Commissione Grandi Rischi spiega in un’intervista concessa a terrascienza.it, la ratio del documento, pubblicato ieri mattina su alcuni quotidiani, che non ha mancato di fare immeditamente il giro del web sucitando reazioni piuttosto scomposte da parte degli utenti dei social network. Nel documento infatti, datato 28 gennaio e cioe’ almeno quattro mesi prima del sisma dell’Emilia, si raccomandava alla Protezione Civile, di mettere in atto una serie di misure preventive – per esempio la verifica della stabilita’ degli edifici pubblici – perche’ non c’erano ”indicazioni – si legge – che l’attivita’ sismica in atto si potesse ridurre nel futuro”. A molti questo documento e’ sembrato invece essere proprio la prova che e’ possibile prevedere un terremoto e che la scienza ufficiale e’ pronta a nascondere la verita’. In realta’ le cose non stanno cosi’. Non in questi termini. “Il nostro dovere – spiega Maiani – e’ quello di fornire una consulenza scientifica alla Protezione Civile, e non e’ quello di lanciare avvisi alla popolazione. Spetta alla Protezione Civile poi, valutare se e come informare il pubblico”. “Quel documento – spiega Maiani – nasce su richiesta della Protezione civile che, dopo che nei giorni intorno al 20-25 gennaio si erano registrate alcune scosse sismiche in Valle Padana, ci ha chiesto un parere scientifico sugli eventi in atto. In quell’occasione si e’ riunita la nostra Commissione Sismica (quella cioe’ che si occupa di terremoti all’interno della Commissione Grandi Rischi n.d.r.) che ha fatto le sue valutazioni di merito”. Le valutazioni sono scritte chiaramente nel documento inviato alla Protezione civile: “Alla luce dei fatti e delle nostre conoscienze – dice Maiani – non potevamo escludere ne’ che la situazione restasse cosi’ come si era manifestata fino ad allora, e nemmeno che non si potessero verificare eventi sismici di pari intensita’, ma piu’ superficiali, e quindi piu’ rischiosi per gli edifici e le persone o che addirittura potessero verificarsi terremoti piu’ importanti. Questo perche’, in base alle valutazioni che avevamo raccolto, l’attivita’ sismica nell’area – che risultava andare avanti gia’ da due anni – non sembrava scemare”. Questo tipo di analisi potrebbe essere scambiata per una vera e propria ‘previsione’, soprattutto alla luce dei fatti successivi, ovvero del sisma che ha colpito l’Emilia alla cavallo tra maggio e giugno. “Ma non lo e'”, dice Maiani. “Era una indicazione di un rischio in riferimento ad un’area piuttosto vasta ed estesa a tutti i margini della Valle Padana. Nel nostro documento non abbiamo scritto che ci sarebbe stato un terremoto in Emilia, entro un arco di tempo limitato. Se avessimo detto questo allora si che avremmo fatto una previsione vera e propria. Sapevamo che l’area era a rischio e sapevamo anche quale era il rischio in quell’aria. Sinceramente quello che piu’ di ha sorpreso e’ stato scoprireche una area industriale cosi’ importante ed estesa come quella fosse cosi’ vulnerabile a un rischio che tutti conoscevamo abbondantemente”.