Terremoto: non ci sarà un’unica perizia per le indagini sul crollo del capannoni

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Non ci sara’ un’unica grande perizia nelle indagini delle procure di Modena e di Ferrara sulle morti causate dai crolli di capannoni industriali durante le scosse di terremoto, in Emilia, del 20 e 29 maggio scorsi. E’ quanto e’ stato deciso al termine del vertice di questo pomeriggio coordinato dal procuratore generale di Bologna, Emilio Ledonne, alla presenza del procuratore di Modena Vito Zincani, del procuratore reggente di Ferrara, Nicola Proto, e del pm Ciro Alberto Savino. “Non si puo’ fare – ha detto il procuratore Zincani al termine del vertice – un’unica consulenza su tutto”. Per quanto riguarda il numero dei decessi sui quali indaga la procura di Modena, Zincani si e’ limitato a dire “sono in corso di aumento, sono arrivate altre notizie”. Il procuratore capo di Modena non ha invece risposto a chi gli chiedeva se fossero gia’ stati iscritti i primi nomi sul registro degli indagati. Per quanto riguarda il prosieguo delle indagini “abbiamo un piano di lavoro – ha concluso Zincani – abbastanza accelerato e penso che nel giro di 15 giorni potremmo fare un primo punto della situazione”. Per quanto riguarda la procura di Ferrara “si indaga – ha detto il reggente Nicola Proto – su quattro decessi” e ci sono “una ventina” di indagati. Il vertice odierno durato circa due ore presso la procura generale di Bologna e’ stato deciso per coordinare le indagini di Modena e Ferrara garantendo allo stesso tempo uniformita’ e tempi piu’ veloci negli accertamenti. Al termine dell’incontro il procuratore generale di Bologna, Emilio Ledonne, ha diffuso un comunicato stampa: “I procuratori della Repubblica – recita la nota – di Modena e Ferrara hanno ritenuto di incontrarsi nella giornata odierna per uno scambio di informazioni sulle indagini di rispettiva competenza conseguenti ai crolli ed alle vittime dei recenti fenomeni sismici. Ho ritenuto di dar corso a tale riunione anche ai fini del puntuale e uniforme esercizio dell’azione penale di cui ex art. 6 d.l. 106/2006 la cui verifica e’ demandata al procuratore generale. All’esito dell’incontro – conclude il comunicato – sono state concordate le linee di azione delle attivita’ investigative sui cui contenuti e’ indispensabile mantenere doveroso riserbo”. Un maggior coordinamento tra le indagini dei due uffici sara’ utile, ha spiegato il procuratore reggente di Ferrara, Nicola Proto, per “garantire uniformita’ e anche tempi piu’ veloci”.