Terremoto, Paolo Messina (Cnr): “terremoto dell’Emilia molto diverso da L’Aquila, lì il terreno si abbassò”

Non c’e’ nessun legame consequenziale tra le scosse nella pianura padana emiliana e quella che si e’ verificata stamattina tra Belluno e Pordenone. E in ogni caso il forte terremoto che ha colpito l’Emilia e’ totalmente differente dal sisma che il 6 aprile del 2009 mise in ginocchio L’Aquila. E’ quanto spiega all’Adnkronos il geologo Paolo Messina, Direttore dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr di Roma-Montelibretti, che da anni studia il sottosuolo dell’Abruzzo. Le scosse che si stanno verificando al Nord “non sono legate tra loro, tranne quelle che si ripetono in pianura emiliana – afferma MessinaMa le scosse nel modenese, il terremoto a Ravenna e quello che si e’ registrato in Friuli Venezia Giulia sono del tutto scollegati: fanno parte dello stesso fenomeno della placca africana che spinge verso quella europea, ma non si tratta della stessa faglia“. Anche rispetto al terremoto che nel 2009 devasto’ l’Abruzzo si tratta di eventi differenti: “Il terremoto aquilano – osserva Messinae’ un fenomeno legato a una faglia ‘distensiva’ conseguenza dunque della distensione dell’Appennino sempre nell’ambito del sollevamento, mentre quello dell’Emilia e’ un fenomeno ‘compressivo’, dovuto appunto alla placca africana che spinge verso quella europea“.

Le scosse che proseguono in pianura padana e altri eventuali fenomeni in Emilia non avrebbero comunque relazione con attivita’ sismica in altre regioni: “Si tratta di fenomeni diversi visto che ogni regione ha le sue strutture geologiche e tettoniche“. In ogni caso anche per l’Emilia il geologo esclude che si possano fare previsioni: “E‘ impossibile dire se ci sara’ di nuovo un terremoto significativo“. Se dopo il sisma del 29 maggio scorso il sottosuolo nel modenese si e’ sollevato fino a 12 centimetri, a L’Aquila il terremoto del 2009, proprio per la sua diversa natura, provoco’ un effetto totalmente differente. “A L’Aquila – spiega Messinaci fu un abbassamento del suolo, contemporaneo alla scossa, di circa 25 centimetri“.