Sono stati complessivamente 2.210, sino ad ora, i mirandolesi cui l’Amministrazione comunale ha trovato una sistemazione dopo i due terremoti del 20 e 29 maggio scorsi. Di questi 1.154 sono italiani e 1.056 stranieri. A dare i numeri e’ lo stesso comune di Mirandola, in una sorta di ‘censimento dell’emergenza’. In particolare – si legge in una nota – sono state ospitate oltre 1.600 persone presso i cinque campi allestiti dalla Protezione civile: la percentuale di famiglie italiane nei campi e’ del 40%, mentre gli immigrati sono il 60% degli ospiti. Molti di loro abitavano gli edifici piu’ vecchi del centro storico o fatiscenti abitazioni rurali, inoltre agli stranieri manca quella rete parentale e amicale cui sono ricorsi tanti cittadini mirandolesi. Le etnie straniere piu’ presenti nei campi sono la marocchina, con 349 persone e la tunisina con 125 residenti seguiti da cinesi, indiani, pakistani e moldavi. La fascia di residenti piu’ numerosa per eta’ e’ quella che va dai 31 ai 40 anni, seguita da quella 41-50 e da quella 19-30. Elevata la presenza di bambini che da 0 a 3 anni sono 99, il 6,2% dei residenti, mentre quelli dai 4 ai 5 anni sono 62, il 3,8% e quelli della fascia 6 -11 sono 164, il 10% per cento.
Altre 290 persone, delle quali un terzo stranieri, sono state poi collocate presso alberghi, mentre 320 anziani, tutti italiani, sono ospitati in strutture protette. Al momento i 2.366 residenti del centro storico di Mirandola, su una popolazione complessiva di 24.720 persone, risultano sfollati, visto che tutto il centro e’ zona rossa, nella quale non e’ possibile accedere. Assistenza, ancora, e’ fornita ai tre campi organizzati nelle frazioni di Gavello, San Martino Spino e Mortizzuolo dalle locali associazioni di volontariato e ai campi spontanei sorti in varie zone della citta’. Distribuiti, infine, 2.000 pasti al giorno.


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