Terremoto: soffrono il caldo nelle tendopoli i 16mila sfollati tra Lombardia ed Emilia Romagna

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Sono complessivamente 16mila i cittadini delle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna e Lombardia assistite ad oggi dalla Protezione Civile. Lo rende noto il Dipartimento sottolineando che in Emilia le persone sono ospitate nei 35 campi allestiti dal sistema nazionale, nelle strutture al coperto (come scuole, palestre e caserme), nei vagoni letto messi a disposizione da Ferrovie dello Stato e Genio ferrovieri, negli alberghi e campeggi messi a disposizione attraverso la convenzione stipulata con Federalberghi e Assohotel dalla Regione Emilia-Romagna. In particolare, oltre 8.700 cittadini sono accolti nei campi tende e circa 3.000 nelle strutture, mentre sono circa 1.700 coloro che hanno scelto le strutture alberghiere e ricettive, per un totale di oltre 13.400 assistiti. Nella Regione Lombardia, all’interno dei 3 campi di accoglienza allestiti nella provincia di Mantova, risultano inoltre ospitate 620 persone, cui se ne aggiungono 1.980 che hanno trovato assistenza nelle strutture al coperto e negli alberghi, per un totale di 2.600 persone. Infine, sono circa 4.500 le forze messe in campo dal Servizio nazionale di protezione civile: volontari delle colonne mobili delle Regioni, delle Province Autonome e delle organizzazioni nazionali, operatori ed esperti della protezione civile, vigili del fuoco, personale delle forze armate e dell’ordine, e delle altre strutture operative. A questi si aggiunge il personale delle strutture territoriali di protezione civile.

Il caldo non molla l’Emilia e si fa sentire nelle tendopoli allestite per accogliere gli sfollati del terremoto. Nelle tende, durante la giornata, si cerca il fresco, provando a creare correnti d’aria, anche se c’e’ chi ha condizionatori e ventilatore. Temperature alte anche sotto i gazebo allestiti per offrire servizi e dare aiuto agli sfollati. Intanto, oggi nei paesi colpiti dal sisma non era difficile incontrare persone con macchine fotografiche, che si aggiravano nei pressi degli immobili crollati, sia nelle campagne sia vicino alle zone rosse. Fenomeno simile lungo le strade, con auto che procedevano a passo lento nelle zone industriali piu’ colpite dal terremoto. Si trattava, nella gran parte, di persone dei centri vicini scampati dal sisma che, approfittando della giornata di festa, hanno voluto vedere in prima persona i danni del terremoto. In molti, pero’, hanno scelto la strada opposta. Per il week end si sono allontanati dall’Emilia, per poter trascorrere qualche ora, e soprattutto una notte, lontano dall’incubo scosse.