Ad un mese dalla seconda fortissima scossa di terremoto, che ha devastato l’Emilia lo scorso 29 maggio con una magnitudo di 5.8 replicando di fatto la prima del 20 maggio di 5.9, l’Emilia non si arrende. Confortata dalla visita del Papa e del Dalai Lama, le popolazioni terremotate che hanno seppellito 26 morti, guidate dai sindaci e dal commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani si sono subito rimboccate le maniche. La richiesta dei territori, in attesa della conversione in legge del decreto del Governo, e’ poter fare in fretta e bene, chiarendo i criteri di allentamento del patto di stabilita’ e sfoltendo la burocrazia che rischia di frenare la ripresa, specie per le aziende che non vogliono delocalizzare e sono pronte a rialzarsi. Ad oggi in regione, secondo in dati diffusi dalla Protezione civile, i cittadini assistiti sono 11.554. Nello specifico, 8.960 sono ospitati nei campi tende, 674 nelle strutture al coperto e 1.920 in strutture alberghiere. E mentre proseguono le ultime verifiche di agibilita’ su case, chiese, aziende e fattorie, si pensa soprattutto alle scuole, per garantire la ripresa delle lezioni a settembre, e alla ricostruzione che, ha ribadito svariate volte Errani, sara’ nel segno dell’assoluta legalita’.
Con questo obiettivo, infatti, e’ gia’ stato firmato in Regione il ‘Protocollo d’intesa di legalita’ per la ricostruzione delle zone colpite dagli eventi sismici del 2012′. Un accordo che, ha sottolineato Errani, “e’ un segnale forte d’impegno per la trasparenza e la lotta alle infiltrazioni della criminalita'”. Dopo gli esami di maturita’, tenutisi fuori dalle scuole e in formula solo orale, la vita nelle tendopoli, intanto, prosegue tra la lotta al caldo torrido e il lavoro costante per rimettere insieme pezzi di normalita’. Ogni giorno che passa, si riapre una strada, un ponte, si cerca di restringere il piu’ possibile le ‘zone rosse’ che delimitano i centri storici. E sono decine le aziende inagibili e i negozi semi-crollati che si sono trasferiti in moduli prefabbricati per non interrompere produzione, consegne e servizi. Eppure la sola Provincia di Modena ha gia’ contato 1.575 imprese che hanno presentato domanda di accesso agli ammortizzatori sociali a causa del fermo produttivo provocato dal sisma. Oltre 19 mila lavoratori coinvolti.
Ma gli sfollati non solo soli. Oltre alle 4mila persone, tra volontari, protezione civile e forze dell’ordine, che lavorano ancora sul campo, tutta Italia ha fatto sentire all’Emilia la sua vicinanza, con progetti sui luoghi colpiti e una gigantesca raccolta fondi. Oltre 14 milioni di euro sono stati gia’ versati tramite gli sms al 45500 e sul conto della Regione. Quasi 3 milioni la cifra incassata dal concertone del 25 giugno allo Stadio Dall’Ara di Bologna con i big della musica emiliana. Ma le donazioni, grandi e piccole, sono le piu’ svariate, dalle aziende internazionali come Ferrari e Barilla che hanno donato giocattoli e cibo, fino alle iniziative piu’ piccole come le partite di calcio benefiche tra i sindaci del bolognese e le raccolte fondi che saranno promosse durante la ‘Notte rosa’ del 6 luglio in Romagna.
Commovente anche il lavoro dei tantissimi che hanno promosso progetti per alleviare la condizione di chi e’ rimasto senza casa. Se gli studenti di Medicina dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia si sono inventati ‘l’ospedale dei pupazzi’ per far superare la paura ai bimbi che hanno vissuto il sisma, da Milano e’ partita l’organizzazione del concerto dei mille orchestrali che sabato a Concordia suoneranno tutti insieme, gratis, per l’Emilia. Per compattare le comunita’ smarrite, anche per la perdita di luoghi simbolo, castelli, teatri e piazze, la Regione annuncia che saranno allestite 3 tensostrutture dedicate proprio al progetto ‘scena solidale’, promosso dall’assessorato alla Cultura e da Emilia Romagna Teatro Fondazione, per offrire un contributo alla rinascita delle comunita’ nelle zone di Finale Emilia, Mirandola e Carpi. L’idea e’ quella di garantire momenti di svago e di appartenenza, come quelli vissuti durante le partite degli Azzurri agli Europei di calcio, seguite dai maxi schermi Rai allestiti negli spiazzi tra le tendopoli, spianate nel cuore della Pianura padana gia’ ribattezzate ‘piazze Italia’.


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