Tutte le conclusioni del summit di Rio de Janeiro: strategie anti-inquinamento, ma impegni vaghi

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Il vertice di Rio+20 sullo sviluppo sostenibile ha approvato un piano per aiutare un miliardo di persone a uscire dalla poverta’ e per curare la biosfera. Ma il documento di 53 pagine approvato dalla riunione nella citta’ brasiliana dei 191 Paesi dell’Onu a 20 anni dal Summit della Terra di Rio contiene impegni che le Ong e molti governi considerano troppo vaghi. “Rinnoviamo il nostro impegno per uno sviluppo sostenibile e per garantire la promozione di un futuro sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale per le attuali e le future generazioni”, si legge nel documento diffuso al termine di tre giorni di summit, intitolato “Il futuro che vogliamo”. Nel testo si indicano le sfide principali per una terra che da qui al 20150 passera’ da sette a nove miliardi e mezzo di abitanti: cambiamenti climatici, desertificazione, spopolamento dei mari, inquinamento, deforestazione. E’ stato deciso che a partire dal 2015 gli Obiettivi di sviluppo sostenibile sostituiranno gli Obiettivi di sviluppo del Millennio fissati dall’Onu nel 2000, ma la loro definizione sara’ oggetto di futuri negoziati che si annunciano complessi. La strategia promuove l’economia verde, un concetto nuovo per il lessico Onu e guardato con sospetto da molti Paesi emergenti. Questi ultimi avevano chiesto aiuti per 30 miliardi di dollari per perseguire gli obiettivi di sostenibilita’, ma nel testo non di indicano cifre. Alla conferenza sono stati presentati da imprese e governi 700 impegni a favore dello sviluppo sostenibile, per un totale di 513 miliardi di dollari. Per il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, il vertice ha “gettato solide basi per un benessere sociale, economico e ambientale”. Il documento finale “guidera’ tutti noi su un cammino sostenibile”, ha aggiunto, “ed e’ nostra responsabilita’ costruire su di esso”. “L’accordo raggiunto e’ un punto di partenza, non di arrivo”, ha sottolineato il presidente brasiliano, Dilma Rousseff, che da anfitrione ha mediato per arrivare all’intesa, “con questo documento i Paesi avanzano e non possiamo permetterci che nessuno resti indietro, la prossima conferenza dovra’ farci fare un balzo in avanti”. Per il segretario di tato Usa, Hillary Clinton, il documento segna un reale progresso per lo sviluppo sostenibile, una delle questioni piu’ impellenti del nostro tempo”. Molte, pero’, le voci critiche per un risultato che viene giudicato modesto. Per l’economista britannico, Lord Nicholas Stern, autore di uno stadio sull’effetto serra, “la conferenza no ha riconosciuto le prove schiaccianti sull’urgenza e l’ampiezza di azioni necessarie per fronteggiare la poverta’ globale e i pericoli del riscaldamento globale”.