
Che Marte sia un pianeta butterato da crateri d’impatto, canyon, enormi montagne, non è certamente un segreto. Gli scienziati hanno appena terminato un catalogo che riporta 635 mila crateri da impatto delle dimensioni di un chilometro o più di diametro. Il database rappresenta la più grande raccolta unica mai compilata, le cui nuove informazioni saranno di aiuto nel datare l’età di particolari regioni di Marte. Il nuovo atlante dovrebbe inoltre aiutare a comprendere meglio la storia dei vulcani del pianeta rosso, nonché le potenzialità di ospitare la vita sin dai tempi primordiali. “Questo database è uno strumento gigante che sarà utile in decine di futuri studi di Marte che vanno dalla datazione e dall’erosione di abitabilità planetaria, ad altre applicazioni che non abbiamo nemmeno mai pensato“, ha detto Robbins, della University for Atmospheric and Space Physics (LASP). Questa catalogazione è stata possibile attraverso nuove informazioni provenienti dalle sonde orbitanti e dai lander marziani, che hanno contribuito a generare mappe molto dettagliate del pianeta. La maggior parte dei crateri di diametro inferiore sono più giovani rispetto alla media. Per confronto, le migliori banche dati riguardati i crateri lunari e di Mercurio, comprendono soltanto crateri con diametro non inferiore a 10 e 15 chilometri rispettivamente, rendendo maggiormente l’idea del lavoro svolto. Questi studi stanno fornendo informazioni utili sui primi milioni di anni dalla formazione del nostro Sistema Solare interno, databili a circa 3,9 miliardi di anni fa. Anche se la Terra ha perso gran parte dei suoi record geologici a causa dei movimenti delle placche tettoniche e dell’erosione, la conoscenza dei crateri da impatto sulla superficie della Luna e di Mercurio può aiutarci a ricostruire i nostri “primi giorni”.


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