Un ponte di gas tra la galassia di Andromeda e la galassia del Triangolo

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Il Green Bank Telescope

Un ponte di gas molto rarefatto tra la galassia di Andromeda e la galassia del Triangolo, distanti rispettivamente 2,6 e 3 milioni di anni luce dalla Terra, testimonia un possibile incontro ravvicinato avvenuto miliardi di anni fa. La scoperta è stata effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Osservatorio per la radioastronomia americano, National Radio Astronomy Observatory (Nrao) delle università del Maryland e della West Virginia, grazie al radiotelescopio Green Bank (Gbt), tra i più celebri al mondo. ”Le proprietà dei gas indicano che queste due galassie potrebbero essersi avvicinate in un lontano passato”, rileva uno degli autori, Jay Lockman. ”Studiare quello che potrebbe essere un collegamento di gas fra le due galassie – aggiunge – ci potrebbe fornire un nuovo tipo di evoluzione delle due galassie”. Il ponte di idrogeno, molto rarefatto e dalle emissioni radio molto deboli, è stato osservato la prima volta nel 2004 usando il radiotelescopio Westerbork Synthesis nei Paesi Bassi, ma allora la comunità scientifica aveva dibattuto se la scoperta fosse possibile con strumenti posti a Terra. La scoperta è stata ora confermata con gli strumenti sensibili di Gbt che hanno confermato l’esistenza del ponte e mostrato sei densi grumi di gas nella corrente. I grumi, sottolineano gli esperti, condividono la stessa velocita’ relativa rispetto alla Terra e alle due galassie, rinforzando l’ipotesi che siano parte di un ponte che collega le due galassie. Quando le galassie passano vicine le une alle altre, spiegano gli esperti, come risultato si forma una coda di gas dovuta alla gigantesca forza di gravità delle galassie che preme nello spazio intergalattico. ”Pensiamo che è probabilmente quello che è accaduto a queste due galassie durante un incontro ravvicinato, avvenuto probabilmente miliardi di anni fa – spiega Spencer Wolfe, della West Virginia University – perchè nessuna delle galassie mostra oggi evidenze di distruzione”. Il risultato è stato presentato al convegno della Società Americana di Astronomia in corso in Alaska, ad Anchorage.