Una grande nuvola di polvere si alza dal Sahara; l’anticiclone sub-tropicale libico-algerino si prepara alla seconda rimonta del weekend

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Il deserto del Sahara nel sud dell'Algeria

Con il provvidenziale arrivo dell’anticiclone delle Azzorre, spinto verso il Mediterraneo dal temporaneo rinforzo del flusso zonale oceanico, attestato su latitudini medio-alte, l’opprimente calura dei giorni scorsi si è considerevolmente ammorbidita, dopo che in molto località la colonnina di mercurio aveva sfondato la soglia dei +37° +38°, mentre in alcune località del nuore, in Sardegna, e dell’area di Gela, in Sicilia, i termometri, per la prima volta in questo 2012, hanno sfondato la fatidica soglia dei +40° all’ombra. L’azzorriano ha anche costretto l’imponente anticiclone di blocco sub-tropicale che si era venuto a formare nei giorni scorsi, fra Africa settentrionale ed Europa centro-orientale, a spostarsi verso levante, mentre la radice più calda dell’anticiclone nord-africano è arretrata verso l’Algeria e il deserto Libico, in preparazione di un nuovo attacco non appena l‘alta pressione oceanica lascerà nuovamente il bacino mediterraneo. L’arrivo di correnti un po’ più temperate e umide di provenienza atlantica, e il rinforzo della ventilazione dai quadranti settentrionali, che scorre lungo il bordo orientale dell’anticiclone oceanica, ha apportato una tregua, rendendo la calura decisamente più sopportabile nelle ore centrali del giorno, mentre il passaggio in quota delle più fresche correnti oceaniche ha determinato un po’ di instabilità atmosferica nelle ore pomeridiane che è culminata con la formazione di alcuni temporali di calore (termoconvettivi) tra i rilievi alpini e i rilievi dell’Appennino settentrionale che sono stati ben stirati dalle intense correnti occidentali in alta quota.

Ma questa fase di temporaneo ridimensionamento della calura ha già i giorni contati visto che nel weekend, come già anticipato nei precedenti articoli, una nuova e intensa ondata di calore invaderà il Mediterraneo centro-occidentale, interessando pure la penisola italiana. L’avvento dell’aria secca e molto calda, direttamente dai torridi deserti interni dell’Algeria, avrà importanti ripercussioni sulle nostre regioni, determinando un sensibile aumento dei valori termici e un accrescimento del disagio per l’impennata dell’indice di calore percepito. Soprattutto nelle aree più interne, sovente riparate dai venti di brezza che provengono dal mare. Ancora una volta sarà l’imponente anticiclone sub-tropicale libico-algerino, attualmente ben posizionato con il proprio baricentro in quota sull’Algeria centrale, ad ergersi liberamente sul bacino centrale del Mediterraneo, facendo affluire al suo seguito una vasta bolla di aria molto calda e piuttosto secca, d’estrazione sub-tropicale continentale, che raggiungerà le nostre regioni riportando l’opprimente cappa africana dalle tinte sahariane, con cieli che diverranno velati o lattiginosi per la presenza in quota di particelle di pulviscolo desertico che risaliranno direttamente dai deserti del Maghreb, in particolare dal sud dell’Algeria. Inoltre la realizzazione di un particolare quadro configurativo sull’area euro-atlantica non farà altro che spianare la strada per l’avanzata dell’”Heat Wave” sul “mare Nostrum”.

La polvere sahariana in sospensione in quota osservata da un aereo di linea che passa lungo le coste del Sahara occidentale

Tutto partirà da un nuovo indebolimento del flusso del ramo principale della “Jet Stream”, in sede nord Atlantica, che a sua volta andrà a scavare un ampia ondulazione ciclonica che dovrebbe scivolare a largo delle coste portoghesi, innescando più ad est la conseguente risalita dell’opprimente anticiclone libico-algerino verso il Mediterraneo centro-occidentale, con il suo carico di “Subsidenze” (moti discendenti) e masse d’aria molto calde e secche, provenienti direttamente dai “roventi” deserti algerini, che faranno impennare i termometri ben oltre le soglie dei +35°, riportando la gran calura patita durante la scorsa settimana. Poi bisognerà tenere conto del posizionamento fin troppo avanzato dell’ITCZ, il “fronte di convergenza intertropicale”, in tutto il fronte africano occidentale, che con il conseguente rinforzo della Cella di Hadley favorirà un ulteriore ascesa verso nord dei caldi promontori anticiclonici sub-tropicali che regnano sopra l’area desertica sahariana. Fino a stamattina si sono potuti osservare intensi “Cluster temporaleschi” che si sono sviluppati fra il Sudan centro-meridionale e il sud del Mali, lungo la linea di confluenza fra i caldi venti orientale e il più fresco e umido flusso del Monsone di Guinea, indice della presenza di una attività convettiva particolarmente consistente, in grado di alimentare le “Subsidenze” in pieno Mediterraneo. Già nella giornata odierna su tutto il Sahara occidentale si è verificato un ulteriore rinvigorimento della ventilazione dai quadranti orientali che ha sollevato delle estese tempeste di polvere che dai deserti sabbiosi dell’Algeria e del Mali si sono spinte fino alla Mauritania e al Marocco. L’enorme nuvola di polvere sahariana si è poi spostata sull’oceano Atlantico raggiungendo le isole Canarie, offuscando i cieli che si sono pesantemente velati per l’ingente quantitativo di pulviscolo in sospensione in quota.