A Long Island Sound, un braccio di mare dell’Oceano Atlantico nord-occidentale a sud del Golfo del Maine, un’alga rossa proveniente dal Giappone sta invadendo le spiagge, emanando un odore maleodorante. Si teme che possa danneggiare l’ecosistema costiero, privando di luce e di sostanze nutritive le alghe locali, e danneggiando l’habitat di molti animali marini. Questo tipo di alga non emana odore quando è bagnata, ma non appena si asciuga emette un odore di uova marce. Le specie si sviluppano rapidamente e in modo aggressivo, e sono in grado di sopravvivere in acque calde o fredde. Solo alcune creature, come i ricci di mare, mangiano abbastanza per limitarne la diffusione. Se si trova sulla spiaggia e torna in mare, o se è tagliata a spicchi, si espande e si moltiplica. La Corrente del Golfo che sale verso Nord e quella del Labrador che scende verso Sud, dovrebbero ostacolarne la diffusione, ma nel tempo le specie invasive potrebbero raggiungere Terranova e le coste della Florida.

Chiamata Heterosiphonia japonica, è stata avvistata per la prima volta nel New England nel 2009. Si ritiene che questo tipo di alga sia stata portata dal Giappone all’Europa, e dall’Europa alla east coast attraverso le navi. Le aree costiere del Long Island Sound a Capo Mann nel nord Massachusetts, sono note per essere fiorenti di alghe. La temperatura dell’acqua è un fattore molto influente e può aiutare a raccogliere alghe di azoto negli oceani, in modo più efficiente. Ma la causa non è solo da attribuire alla temperatura dell’acqua: le poche tempeste e la minor presenza di neve dell’inverno passato sono altri fattori che hanno permesso la proliferazione di queste alghe maleodoranti. Vi sono due possibilità che possano spiegare questo odore nocivo emesso nell’aria: il primo, è la reale composizione delle alghe. L’altro, potrebbe essere associato a batteri che aiutano a bruciare l’alga, producendo idrogeno solforato. I timori che possa gravare sull’ecosistema, spostando le specie autoctone al largo della costa del New England, sono molto alti. Possono competere con le specie autoctone, limitando la fonte di cibo a loro disposizione. Un gruppo di ricerca sta rimuovendo le alghe straniere da alcune aree, per studiare se le specie autoctone prosperano ancora una volta in quelle zone dove hanno subito una diminuzione.



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