Allarme siccità in Emilia Romagna, situazione critica. Gravi perdite per l’agricoltura

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La Cia Emilia Romagna lancia l’allarme siccita’ per l’agricoltura regionale e prevede perdite di produzione dal 30 al 60%. “I danni da siccita’ sono, purtroppo, ormai un dato di fatto anche in Emilia Romagna, soprattutto nel versante centro orientale” spiega l’associazione rimarcando che il caldo torrido e l’assenza di pioggi stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura: “i danni alle colture sono ingenti e la situazione sta peggiorando” precisano gli agricoltori. “Le risorse idriche non sono sufficienti a coprire il fabbisogno d’acqua e le campagne sono le prime ad essere colpite dagli effetti disastrosi di questo caldo torrido – precisa la Cia – dove a subire le conseguenze peggiori sono soprattutto il mais, oltre ad altre coltivazioni estensive come soia, girasole e, anche se in misura minore, sorgo da granella”. “Problemi importanti si stanno registrando, inoltre, anche sulle orticole, in questo caso per effetto combinato alle elevate temperature di queste ultime settimane” continua la Cia, spiegando che in pericolo ci sono le albicocche, le pesche, le nettarine e ilpomodoro. Ma le scottature creano danni e deprezzamento un po’ su tutte le specie ortofrutticole, pere e mele comprese. L’associazione chiede, pertanto “rivisitazione e potenziamento dei piani irrigui in essere. Sia che si tratti di invasi collinari per conservare le acque in eccesso del periodo invernale, sia che si ragioni di opere di adduzione e distribuzione in pianura. Non possiamo tollerare che la disponibilita’ o meno di un bene comune come l’acqua – conclude la Cia dell’Emilia Romagna – sia la discriminante alla possibilita’ di fare reddito fra un’azienda agricola e l’altra”.