Sono 77 le persone che hanno perso la vita a Pechino nella piu’ grave alluvione degli ultimi 60 anni. Le cifre comunicate dalle autorita’ e riportate dall’agenzia di stampa Xinhua sono quasi il doppio rispetto a quelle diffuse nei giorni scorsi, un bilancio che da domenica era rimasto fermo a quota 37 e che aveva suscitato l’ira e le polemiche dei cittadini e degli internauti che hanno accusato la leadership di nascondere la verita’ sulla reale entita’ di un disastro gestito male dalle autorita’. “Stiamo identificando i corpi, appena possibile comunicheremo l’esatto numero delle vittime” aveva dichiarato martedi’ la portavoce della capitale Wang Hui cercando di attenuare le polemiche e di giustificare il ritardo. Solo nel fine settimana, riferisce AgiChina24, ha piovuto per 16 ore; tra le zone piu’ colpite quella montana di Fangshan, nel distretto di Pechino, dove sono caduti circa 460 millimetri di acqua. Per i media, le inondazioni hanno causato danni che per ora ammontano a un valore di circa 10 miliardi di yuan (1,6 miliardi di dollari), mentre quasi 66.000 persone sono state evacuate dalle proprie abitazioni e 8.200 case sono andate distrutte. Un disastro che secondo molti poteva essere evitato con una maggiore attenzione nel sistema di allarme, avvisando i cittadini anche via sms e soprattutto modernizzando il sistema fognario ormai antiquato. L’emergenza ha destato grande imbarazzo a Pechino che ha speso miliardi di dollari per modernizzare la citta’, ma che a quanto pare ha trascurato i suoi sistemi di drenaggio. “Il governo ha inseguito la crescita economica mettendo a repentaglio la salute dei cittadini. Possono le persone comune salvarsi dalle ambizioni dei ricchi?” scriveva lunedi’ un utente su Weibo, il Twitter cinese. E mentre i cittadini insorgono, i giornali – secondo le linee guida – affiancano alle notizia di cronaca, pagine e pagine di storie di eroismo con persone comuni si sono improvvisate soccorritori.
Alluvione a Pechino, i morti sono 77: quasi il doppio di quelli precedentemente annunciati!


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