La grande regione attiva “AR1520” ha scatenato un brillamento di classe X1.4 nella serata di ieri, alle 18:53 (ora italiana). Poiché le macchie solari si trovano affacciate direttamente verso il nostro pianeta, l’espulsione di massa coronale (CME) conseguente è attesa sulla Terra il 14 Luglio intorno alle 12:20, con un’approssimazione di più o meno sette ore. Secondo le previsioni preparate dagli analisti del laboratorio di meteorologia spaziale Goddard, potrebbero innescarsi forti tempeste geomagnetiche che disturberebbero la normale propagazione dei segnali radio in tutto il pianeta. Le stazioni di monitoraggio in Norvegia e in Irlanda, hanno registrato un disturbo improvviso della Ionosfera, dal momento che i protoni solari, accelerati dallo scoppio, pullulano attorno alla Terra. La tempesta di radiazioni si classifica ad una scala “S1” sulla scala imposta dal “NOAA Space Weather”, che tradotto, significa che non costituisce una grave minaccia per i satelliti e gli astronauti. Alle alte latitudini sono attese le aurore polari. I brillamenti più intensi sono conosciuti come “brillamenti di classe X”, in un sistema di classificazione che divide i brillamenti solari in base alla loro forza. Quelli più piccoli sono invece di classe A, seguiti dalla classe B, C, M. Ogni lettera rappresenta un aumento di 10 volte della produzione di energia. Quindi un evento di classe X è dieci volte più violento di uno di classe M e 100 volte più intenso rispetto alla classe C. All’interno di ciascuna classe, vi è una scala suddivista da 1 a 9 che contraddistingue una sottosezione. I brillamenti di classe C sono troppo deboli per influenzare in modo significativo il campo magnetico della Terra. Quelli di classe M invece possono causare blackout radiofonici molto brevi ai poli, e tempeste di radiazioni che potrebbero mettere in difficoltà gli astronauti nello spazio.
Brillamento solare di classe X1.4; attesa una tempesta geomagnetica per il 14 Luglio


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