Caldo e siccità, addio a pannocchie di mais. A rischio anche pomodori e conserve

Addio pannocchie di mais. E grossi rischi in arrivo per pomodori e conserve. Lucifero, Caronte e Minosse non solo hanno ‘regalato’ agli italiani un’estate infuocata, ma stanno ‘arrostendo’ anche campi, orti e coltivazioni da Nord a Sud del Paese. “Noi adesso stiamo quantificando i danni derivanti da questa siccita’ -spiega a Labitalia Rolando Manfredini, agronomo e responsabile qualita’ di Coldiretti- anche se si dovrebbero aggirare intorno ai 400 milioni di euro. La siccita’ colpisce tutte le colture, in particolare quelle piu’ esigenti di acqua, come ad esempio il mais che e’ infatti quella piu’ flagellata da questa ondata di caldo. Nel Ferrarese, visto che la pianta non ha prodotto la pannocchia -sottolinea Manfredini- si sta gia’ cominciando a raccogliere in modo tale da utilizzare perlomeno la cellulosa per la produzione del biogas”. A soffrire non e’ solo il mais, ma tutti i prodotti orticoli. “Per i pomodori ad esempio -continua Manfredini- stimiamo un calo del 25%, almeno per il momento, perche’ queste sono solo stime provvisorie che potrebbero anche aumentare”. Ci sara’ quindi contrazione nella produzione di frutta, non nella qualita’, dove ci potrebbero essere sorprese: visto che, dice, “per la siccita’ la frutta restera’ piccola, ma potra’ essere piu’ zuccherina e gustosa”. In questa situazione, avverte Manfredini, “va evitato che si inneschino processi speculativi sui prodotti agricoli: solo per il mais si rischia di avere prezzi alti in autunno perche’ la siccita’ sta colpendo la produzione a livello globale”. Di certo, le punte record di caldo di questi giorni, secondo Manfredini, “sono un esempio di un cambiamento climatico che acuisce situazioni estreme: sbalzi di temperature, poca neve, pioggia concentrata solo in alcuni giorni”. Per Manfredini, “l’agricoltura non si fa senz’acqua, tocca alla politica mettere in campo una programmazione per contrastare la siccita'”. “Ad esempio -spiega- aumentando il numero di invasi in giro per il Paese in modo da raccogliere l’acqua da utilizzare per l’irrigazione, ma anche per trattenerla in caso di pioggie torrenziali e impedire che vada a finire a valle”.