Caldo e siccità: in Emilia Romagna la situazione è critica, le autorità si mobilitano per fronteggiare l’emergenza

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L’estate equatoriale, senza piogge e con temperature torride, che da settimane attanaglia l’Emilia Romagna rischia di creare ulteriori seri problemi all’agricoltura regionale, gia’ molto provata dal terremoto. Non solo. Con la bella stagione torna anche la task-force anti-incendio messa in campo dalla Regione e nelle citta’ come Bologna i sindaci firmano le ordinanze per il risparmio idrico. Il tutto senza considerare che il caldo africano che crea disagi alla popolazione, invitata a piu’ riprese da Ausl e Comuni a proteggersi dalle ondate di calore. Situazione che si aggrava per gli sfollati nelle province colpite dal sisma, nonostante siano stati installati condizionatori d’aria in tutti i campi di accoglienza. In campagna l’allarme siccita’ lanciata dalla Cia Emilia Romagna riguarda il rischio di perdita agricola nell’ordine del 30-60% della produzione. “I danni alle colture sono ingenti e la situazione sta peggiorando” precisano gli agricoltori” spiega l’associazione, rimarcando che “le risorse idriche non sono sufficienti a coprire il fabbisogno d’acqua e le campagne sono le prime ad essere colpite dagli effetti disastrosi di questo caldo torrido”. A subire le conseguenze peggiori sono soprattutto il mais, la soia, il girasole, il sorgo e l’ortofrutta, dalle albicocche alle pesche, dalle nettarine al pomodoro. Scottate dal sole anche pere e mele che rischiano cosi’ un deprezzamento.

L’associazione chiede, pertanto “rivisitazione e potenziamento dei piani irrigui in essere. Sia che si tratti di invasi collinari per conservare le acque in eccesso del periodo invernale, sia che si ragioni di opere di adduzione e distribuzione in pianura”. “Non possiamo tollerare che la disponibilita’ o meno di un bene comune come l’acqua – conclude la Cia dell’Emilia Romagna – sia la discriminante alla possibilita’ di fare reddito fra un’azienda agricola e l’altra”. La siccita’ colpisce anche il Po. In particolare, il consigliere regionale Pdl Luigi Giuseppe Villani, ha portato all’attenzione dell’assemblea legislativa il problema dell’attracco fluviale di Polesina (Parma) che risulta inutilizzabile a causa della magra. Dalle campagne al grande fiume, la siccita’ non risparmia i boschi, dove in questo periodo il rischio e’ quello degli incendi. Su questo fronte la Regione ha appena varato un nuovo Piano di previsione e lotta, stanziando 1,2 milioni di euro per il 2012, finalizzati alla manutenzione e alla prevenzione dei roghi.

Il nuovo Piano, valido fino al 2016, prevede in particolare nuove regole per agricoltori e operatori forestali, ma anche per turisti ed escursionisti, volte a migliorare e razionalizzare divieti e prescrizioni, adottando pero’ ogni precauzione. “La nostra volonta’ e’ incrementare la fruizione dei boschi, ma in sicurezza” ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda sottolineando che il piano e’ stato aggiornato “per ridurre ulteriormente i rischi di incendio e per migliorare la prevenzione”. Un lavoro che vede in prima linea la Forestale, i Vigili del Fuoco, i volontari e tutti i presidi territoriali e che ha consentito, in questi anni, di ottenere una riduzione degi incendi, prevalentemente di origine dolosa, verificatisi sul territorio. Infine, il risparmio idrico in citta’. A Bologna fino al 30 settembre l’ordinanza del sindaco di Bologna Virginio Merola prevede il divieto di impiego di acqua potabile per innaffiare orti e giardini, lavare automezzi, o per altri usi extra-domestici, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 21. Per gli orti per anziani concessi dal Comune il divieto e’, invece, dalle 10 alle 18.