Costa Concordia: commozione nel giorno del 6° anniversario mensile del naufragio. Il punto della situazione

MeteoWeb

Sono passati sei mesi dall’incidente della nave Costa Concordia vicino all’isola del Giglio. In occasione di questa ricorrenza, il Capo Dipartimento e Commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli è stato ieri, 13 luglio, in visita all’isola del Giglio per incontrare la popolazione e partecipare alle celebrazioni dedicate ai sei mesi.
Nel pomeriggio si è tenuto l’incontro con i cittadini in cui il Capo Dipartimento ha presentato Maria Sargentini, dirigente dell’area di coordinamento pianificazione territoriale e paesaggio della Regione Toscana e presidente dell’Osservatorio di monitoraggio, l’organismo istituito il 14 giugno per assicurare l’esecuzione del progetto di rimozione e recupero della nave Costa Concordia. Sarà l’Osservatorio di monitoraggio a garantire la prosecuzione degli incontri con la popolazione aggiornandoli costantemente sulle operazioni di rimozione della nave.
Ad oggi continuano le attività propedeutiche al recupero della nave, tra cui la rimozione delle sovrastrutture della nave, le analisi del fondale e i prelievi di campioni rocciosi. Nell’ambito di queste attività, oggi si sono concluse le operazioni per rimuovere la porzione di scoglio incagliato nella nave lo scorso 13 gennaio.
Il recupero della nave è gestito da Titan Salvage e Micoperi, le due società che hanno presentato il progetto di rimozione del relitto vincitore della selezione indetta da Costa Crociere. Il progetto, giudicato da comitato tecnico di valutazione, è stato quello più aderente ai tre requisiti posti a base di gara, cioè la rimozione intera della nave nella massima sicurezza possibile, la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto delle attività turistiche, economiche e sociali dell’Isola del Giglio.
Oltre alle attività preliminari alla rimozione del relitto, continua il monitoraggio degli spostamenti della nave coordinato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze in collaborazione con altri centri di competenza e istituti scientifici e il monitoraggio delle acque coordinato da Arpat, in collaborazione con Ispra.

Sono stati riassunti i momenti più significative di questi sei mesi in una pagina dedicata all’interno della sezione “Emergenza nave Concordia”.