Ormai l’ondata di gran caldo che attanaglia l’Italia meridionale e la Sicilia sta per giungere agli sgoccioli. Per l’anticiclone sub-tropicale nord-africano questi saranno gli ultimi giorni di “gloria” visto che da lunedì si cambierà nuovamente regime, con il ritorno delle umide e più fresche correnti oceaniche che preannunceranno l’ingresso del più temperato anticiclone sub-tropicale delle Azzorre che avrà il merito di ripristinare la tradizionale “estate mediterranea”, dopo settimane di assoluto dominio delle masse d’aria di origine sahariana. Ma prima dell’arrivo dell’azzorriano ci toccherà sopportare la “canicola nord-africana” per altre 36-48 ore tra Puglia, Calabria e Sicilia. Dopo la breve tregua di ieri, tornerà di nuovo a farsi sentire tra oggi e la giornata di domenica, quando sulla Sicilia orientale si sfonderanno nuovamente i +40° all’ombra per l’avvento di una nuova lingua di aria molto calda pre-frontale che verrà aspirata dal passaggio di una debole saccatura che dal nord Atlantico, attraverso il Regno Unito, penetrerà fino alla Spagna, agevolando più ad est un debole richiamo di calde e secche correnti sub-tropicali continentali in quota, d’estrazione nord-africana, che dall’entroterra algerino si muoveranno verso il basso Mediterraneo, raggiungendo la Sicilia e l’Italia meridionale, con l‘isoterma di +25° a 850 hpa che arriverà fin sulla Sicilia, infuocando nuovamente le aree interne dell‘isola.
L’onda di calore stavolta penetrerà con una componente più da O-SO, dato che l’anticiclone sub-tropicale libico-algerino comincerà ad essere eroso sul suo bordo settentrionale dal passaggio della “corrente a getto sub-tropicale” che per l’occasione scenderà di latitudine, entrando sin dentro il Mediterraneo. Per tale motivo questa nuova avvezione calda, figlia di un richiamo pre-frontale, avrà vita breve, insistendo fra Sicilia, Calabria e Puglia, fino al pomeriggio/sera domenicale. Durante la giornata domenicale, sul fronte barico, sono attesi i primi segnali di cambiamento che spingeranno a favore della tipica estate mediterranea. Difatti, l’approfondimento di una estesa area depressionaria centrata sul mar di Norvegia spingerà verso est la debole saccatura (ondulazione ciclonica), estesa fra le Isole Britanniche, il mar del Nord fino alla Francia e alla MittelEuropa, raggiungendo pure la regione alpina. Il merito di questa circolazione depressionaria posizionata sul mar di Norvegia, ben strutturata alle quote superiori della troposfera, sarà quello di rinvigorire e far scendere di latitudine il ramo principale della “Jet Stream sub-tropicale” che dal nord Atlantico riuscirà ad incurvarsi fino all’Europa occidentale, penetrando fin sul bacino centrale del mar Mediterraneo, lungo il lato settentrionale della cupola anticiclonica nord-africana che attanaglia l’estremo sud e le isole.
Il passaggio del ramo meridionale della “Jet Stream” sul Mediterraneo centrale avrà come prima conseguenza l‘erosione definitiva, entro la serata/notte di domenica, del braccio più settentrionale dell’anticiclone nord-africano che a sua volta sarà costretto ad arretrare verso l’entroterra desertico algerino e libico, distendendosi più in senso zonale e non più meridiano (che comporta le onde di calore sul Mediterraneo). A seguito del passaggio di questa debole ondulazione ciclonica, con il rafforzamento della “corrente a getto sub-tropicale” in scorrimento sull’area euro-atlantica, l’alta pressione delle Azzorre, ostacolata a posizionamenti meridiani (verso nord) proprio dal transito della “Jet Stream” sul suo bordo settentrionale, sarà costretta a distendersi lungo i meridiani, estendendo un proprio cuneo stabilizzante in direzione della Spagna e del Mediterraneo centro-occidentale, dove ritornerà la classica “estate mediterranea”, mentre i sostenuti venti settentrionali (in genere da nord-ovest) che precederanno l’ingresso dell’azzorriano sul Mediterraneo scacceranno definitivamente le “roventi” masse d’aria sub-tropicali sahariane verso le coste africane, rimescolando e pulendo l’aria a tutte le quote.
Picchi over +41° +42° sono attesi sulla Sicilia orientale nel pomeriggio domenicale prima della rinfrescata serale
L’ultimo colpo di coda di questa ondata di calore si avvertirà proprio nella mattinata domenicale, allorquando la Sicilia e l’estremo sud peninsulare (Calabria, Basilicata e Puglia) verranno investiti da un “torrido” flusso sud-occidentale che trasporterà masse d’aria molto calde, secche e polverose che dall’entroterra desertico algerino si spingeranno fino alla Tunisia e al basso Mediterraneo centrale, con isoterme molto elevate in quota, nella libera atmosfera. Basti pensare che alla quota di 850 hpa arriveranno isoterme di oltre i +25° +26° che arroventeranno l’aria nei medi e bassi strati, creando la cosiddetta “canicola”, con cieli velati dal pulviscolo desertico trascinato dai venti sud-occidentali in quota. Durante il pomeriggio festivo, con lo spostamento verso levante della debole saccatura in quota (cavo d’onda) tra l’Europa centrale e l’Italia settentrionale, favorirà l’avvento nei bassi strati di una ventilazione occidentale che tenderà a surriscaldare ulteriormente l’aria sulla Sicilia orientale, per l’effetto “favonico” esercitato dai rilievi interni dell’isola.

Difatti, dopo aver attraversato tutto l’entroterra isolano, raccogliendo strati d’aria molto calda, la ventilazione occidentale tenderà a ridiscendere sulla costa messinese, la piana di Catania, il siracusano e il ragusano, ulteriormente arroventata, a causa anche della “compressione adiabatica” indotta dalla componente discendente costretta a scendere dai rilievi interni isolani verso il mar Ionio. Tale fattore con l’insorgenza dei venti di terra, che dovrebbero inibire le mitigatrici e più umide brezze di mare dai quadranti orientali, contribuirà a far schizzare i valori termici oltre il muro dei +39° +40°, con picchi di oltre i +41° +42° sulle zone più interne del catanese e siracusano, specie nell’area della piana di Catania e la zona attorno Catenanuova, località molto celebre in Europa per i +48.5° stabiliti nella storica ondata di calore dell’Agosto 1999, quando l‘isoterma di +30° a 850 hpa riuscì a raggiungere la Sicilia. Tuttora quei +48.5° rappresentano la temperatura massima più alta registrata in Europa da una stazione che si può considerare a norma WMO. Ma temperature molto elevate, con picchi fino a +38° +40°, favoriti dall’arrivo dei venti occidentali di caduta dalle aree interne, si raggiungeranno anche nelle località della Calabria ionica e nelle zone interne della Puglia centro-meridionale.

Il gran caldo insisterà fino alla serata, poi dalla nottata successiva, con l’ingresso delle più temperate correnti oceaniche che si faranno strada con l’ingresso dei venti di Maestrale, le temperature cominceranno gradualmente a calare, mentre l’aria molto calda d’estrazione sub-tropicale sarà costretta ad allontanarsi verso il basso Mediterraneo, ripiegando verso le coste nord-africane. L’abbassamento si concretizzerà nella giornata di lunedì quando, con l’avvicinamento del bordo orientale del promontorio azzorriano, cominceranno a penetrare le prime masse d’aria umide e temperate d’estrazione oceanica che dal medio-alto Atlantico si spingeranno verso la Francia per poi incanalarsi lungo la stretta Valle del Rodano, sfociando sul “mare Nostrum” con sostenuti e più freschi venti di Maestrale che aprendosi a ventaglio sul golfo del Leone avanzeranno in direzione della Sardegna, propagandosi successivamente al resto dei bacini italiani. I sostenuti venti di Maestrale potranno divenire anche piuttosto tesi fra Canale di Sardegna e di Sicilia, basso Tirreno, medio-basso Adriatico, Canale d’Otranto e Ionio. Oltre a rendere i mari da mossi a molto mossi determineranno anche un rimescolamento delle calde acque superficiali dei mari italiani, originando un conseguente lieve raffreddamento per “Upwelling“. In pratica il moto ondoso agitando gli strati d’acqua farà salire in superficie acque più fredde e dense che affluiranno dal fondo. Tale processo dovrebbe provocare un leggero raffreddamento delle acque superficiali dei nostri mari, specie il Tirreno.


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