Energie rinnovabili, forte contributo anche dalle biomasse: il parere dell’esperto Enea

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Anche dalle biomasse puo’ arrivare un forte contributo per la produzione di energia energia da fonti alternative. Attualmente in Italia si produce il 30% di energia dalle biomasse ma l’obiettivo e’ arrivare al 40% al 2020. A sottolinearlo e’ stato il commissario dell’Enea, Giovanni Lelli, oggi durante il convegno “Strumenti e scenari per la pianificazione”, organizzato da Regione Piemonte, Politecnico di Torino ed Enea per condividere i risultati delle esperienze sinora maturate in tema di bioenergia, in particolare nell’ambito del progetto strategico Rnerfor del Programma Comunitario Europeo Alcotra (Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera). “In Italia -ha rilevato Lelli- le biomasse soddisfano circa il 30% del totale dell’energia prodotta da rinnovabili, e si punta a raggiungere l’obiettivo del 43% al 2020, con un forte impegno sui biocarburanti e sull’utilizzo termico della biomassa. Per queste finalita’ abbiamo investito molte risorse nello sviluppo tecnologico e nella produzione sostenibile delle biomasse, in modo da non sottrarre territori produttivi ai fini alimentari”. Secondo Lelli, “per raccogliere questa sfida a livello nazionale e regionale diventa fondamentale il rapporto di collaborazione tra ricerca pubblica ed istituzioni, come quello che si e’ instaurato tra il nostro Centro Ricerche di Saluggia, la Regione Piemonte e il Politecnico di Torino”. Parte quindi dal territorio e dall’innovazione la sfida della bioenergia per la sostenibilita’. Dalle biomasse si attende il principale contributo allo sviluppo delle fonti rinnovabili nei prossimi anni. Le biomasse, inoltre, possono offrire opportunita’ di sviluppo economico locale significative, in quanto le loro filiere di utilizzazione energetica sostenibile sono strettamente legate al territorio. Tutti temi al centro di tutti i piani energetici in corso di definizione a scala nazionale e locale.
Nel corso della giornata di studio sono state quindi presentate le prime ricadute delle attivita’ in corso: nuovi modalita’ di pianificazione delle filiere legno-energia e nuovi schemi per la redazione dei bilanci energetici di territorio. Attualmente e’ in costruzione una mappatura particolareggiata della disponibilita’ di biomassa legnosa integrata con la domanda energetica locale e i vincoli ambientali. Il progetto, partito dal territorio montano delle Provincie di Torino e Cuneo, puo’ fornire, riferisce l’Enea, un’importante bagaglio di esperienza a disposizione di molti altri contesti regionali. Attraverso queste analisi sara’ possibile definire i potenziali regionali di sviluppo per l’energia rinnovabile da biomasse e valutare la capacita’ dei territori di raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati dal Governo con il decreto ‘burden sharing’. Domani, inoltre, nel corso del workshop di domani, presso il Centro Ricerche dell’Enea di Saluggia, l’attenzione si focalizzera’ sugli aspetti tecnologici. Le direttive europee chiedono di incrementare l’efficienza di conversione delle biomasse in energia utile, anche attraverso una corretta coniugazione tra impianto e usi finali dell’energia. La giornata sara’ cosi’ dedicata alla presentazione delle principali innovazioni tecnologiche del settore e di alcune importanti loro applicazioni. E gli operatori si confronteranno nell’ambito di tavole rotonde tematiche guidate da esperti del settore. “Il decreto Burden Sharing -ha ricordato oggi Massimo Giordano, assessore allo Sviluppo Economico ed Energia della Regione Piemonte- assegna al Piemonte l’obiettivo sfidante di raggiungere il 15,1 per cento di produzione di energie dalle fonti rinnovabili. Per questo dovremo necessariamente ricorrere in modo massiccio allo sfruttamento della risorsa biomasse presente sul territorio”.
“Non intendiamo pero’ lasciare -ha proseguito Giordano- il settore nella deregulation totale. Per questo, nel gennaio scorso, tra le prime Regioni in Italia, con largo anticipo rispetto ai tempi previsti, il nostro Governo regionale ha approvato una deliberazione che regolamenta la localizzazione degli impianti, al fine di mettere anche ordine ai contenziosi che, numerosi, si sono aperti in diverse aree del Piemonte”. “Il documento -ha detto ancora Giordano- fissa criteri e definisce aree, cosi’ da dare in una prima battuta uno strumento utile a definire una parte del futuro energetico del Piemonte. Ma, ribadisco, e’ una prima scelta, perche’ il quadro definitivo potra’ essere disegnato in tutto il suo complesso, che non riguarda solo la produzione da fonti rinnovabili, nella redazione finale del Piano energetico-ambientale del Piemonte”. E per Marco Gilli, Rettore del Politecnico di Torino, “Smart Energy e Green Economy sono temi strategici al centro delle linee di ricerca del Politecnico di Torino”. “La bioenergia -ha concluso Gilli- e’ una delle frontiere sulle quali siamo da tempo impegnati, anche nell’ambito di progetti locali e internazionali. La partnership in atto con Regione Piemonte ed Enea, nata nell’ambito di Renerfor, puo’ diventare modello per ulteriori azioni comuni”.