Furiosi venti e associate tempeste di polvere spazzano l’Afghanistan, toccati i 97 km/h all’aeroporto di Kabul

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Tempesta di polvere prodotta dal Sad-u-bist ruz

Le valli dell’Afghanistan e dell’Iran orientale in questi giorni sono spazzate da venti molto forti dai quadranti settentrionali che in alcuni tratti, specie li dove l’aspra orografia permette l’incanalamento delle masse d’aria, riescono a sfondare la soglia degli 80-90 km/h, arrivando a lambire i 100 km/h. Solo l’altro giorno, all’aeroporto della capitale Kabul, è stata registrata una massima raffica di picco di ben 97 km/h. Un dato veramente elevato. Durante il periodo estivo, quando lungo le coste asiatiche si afferma la circolazione monsonica sud-occidentale richiamata dalla profonda depressione termica che nasce sul sub-continente indiano, le steppe dell’Asia centrale, assieme all’Afghanistan e l’Iran, vengono spazzate da fortissimi venti dai quadranti settentrionali, in genere da Nord o da N-NE. Tale vento che domina l’estate afghana è denominato “Sad-u-bist ruz” (il vento dei 120 giorni) che spira costante e violento tra il Khorasan e il Sistan, nel sud-ovest del Paese per tutto il periodo estivo. Il “Sad-u-bist ruz” è originato dal forte squilibrio barico che si ottiene fra l’Asia centrale, dove domina un permanente campo di alte pressioni sub-tropicali, e le coste dell’Asia meridionale, soggette al regime di bassa pressione termica indotto dalla profonda depressione termica che si localizza fra il nord dell’India e i vicini confini con il Pakistan. Più è grande tale “gradiente barico”, tra Asia centrale e Asia meridionale, più forza assumerà il flusso del “Sad-u-bist ruz”, che può soffiare in modo burrascoso per giorni e giorni, sollevando immense tempeste di polvere che si propagano su intere regioni, offuscando la coltre celeste.

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