Il 28 settembre a Frascati la ‘Notte Europea dei Ricercatori’

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Una lunga notte per entrare nei segreti della materia, nell’impensabile accelerazione delle particelle elementari, per approfondire la conoscenza dell’assoluta star scientifica dell’anno: il Bosone di Higgs. Il 28 settembre e’ ancora Notte Europea dei Ricercatori a Frascati, dove la scienza apre le sue porte al pubblico per invitarlo ad approfondirne i segreti e incontrare i protagonisti delle ultime sensazionali scoperte. Uno dei piu’ grandi appuntamenti con la ricerca in Italia e, probabilmente, in Europa.  Dall’ultimo tassello mancante al modello standard, la particella grazie alla quale tutte le altre prendono massa, fino alle piu’ innovative produzioni energetiche, passando per lo Star Party per l’osservazione planetaria, i collegamenti con l’acceleratore LHC presso il Cern di Ginevra, la fisica e dinamica di terremoti, tsunami e magnetismo terrestre, le visite guidate nei laboratori dell’area tuscolana dove studiano e lavorano oltre 3.000 ricercatori. Arte, filosofia, scienza pura e applicata, e anche teologia, dialogano in piazza a Frascati o nei laboratori aperti presso le sedi dell’Agenzia Spaziale Italiana, del Cnr, dell’Enea, dell’Ente Spaziale Europeo, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’Ego Virgo, delll’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia oppure nelle aule delle tre Universita’ romane. L’evento e’ importante anche per far conoscere ai cittadini il valore del lavoro scientifico, nonostante la spending review del governo Monti preveda profonde revisioni ai fondi per gli enti di ricerca, scientifici umanistici e ambientali: i tagli previsti in tre anni ammontano infatti a 210 milioni di euro. Nella sua settima edizione la Notte punta i riflettori sulla fisica delle particelle, anche per sottolineare il ruolo della ricerca italiana nella scoperta del bosone di Higgs. Grandissimo e’ stato il contributo dei Laboratori Nazionali di Frascati e delle sezioni di Roma (la Sapienza, Tor Vergata e RomaTre) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: sono stati infatti centinaia i ricercatori e i tecnici che hanno lavorato al progetto; nei laboratori di Frascati, inoltre, sono state realizzate parti importanti dei due esperimenti. Ma il ruolo della ricerca nazionale non si ferma qui: i ricercatori italiani sono da anni capofila dei quattro esperimenti di LHC, il Large Hydron Collider; l’ex direttore di Frascati Sergio Bertolucci e’ oggi direttore del Dipartimento Ricerca del Cern. E infine molte parti di LHC sono realizzate da nostre industrie che si sono aggiudicate commesse attraverso un’aspra competizione internazionale. Presentazioni, esperimenti scenografici pensati per il pubblico e veri e propri spettacoli d’intrattenimento scientifico illustrano in tutta l’area dei Castelli, vicino Roma, la pericolosita’ dei campi magnetici, l’energia dei processi biologici, la memoria e il senso di se’, la potenza dei fenomeni atmosferici, l’esplorazione dello spazio e lo studio del 97 per cento dell’energia che ci circonda, una forza quasi interamente sconosciuta.