Con due voli a bordo dello shuttle, nel 1983 e nel 1984 entrambi sul Challenger, Sally Ride ha trascorso complessivamente piu’ di 343 ore in orbita ed e’ stata anche la prima donna a manovrare il braccio robotico dello shuttle. Prima di lei erano andate nello spazio le sovietiche Valentina Tereshkova, nel 1963, e Svetlana Savitskaya, nel 1982. Ma la missione di Sally Ride, seguita da un secondo volo in orbita a distanza di un anno, e’ considerata un simbolo di pari valore: i voli dello shuttle, che all’epoca rappresentavano una frontiera rivoluzionaria dei voli spaziali, erano finalmente aperti alle donne. Selezionata nel corpo astronauti della Nasa nel 1978, Sally Ride ha partecipato alla missione Sts-7 del Challenger, dal 18 al 24 giugno, e alla missione Sts 41-G, dal 5 al 13 ottobre 1984. ”Sally Ride ha rotto la barriera di genere, trasformando letteralmente il programma spaziale americano”, ha ditto l’amministratore capo della Nasa, Charles Bolden. Per Lori Garver, vice amministratore della Nasa, ”Sally e’ stata un modello personale e professionale, per me come per migliaia di donne in tutto il mondo. Il suo spirito e la sua determinazione continueranno ad essere un esempio per tutte le donne”. Ha continuato a lavorare per lo spazio anche dopo le missioni, prima nell’universita’ californiana di Stanford e poi nell’Universita’ della California a San Diego. ”Ma il suo contributo allo spazio e’ proseguito fino al giorno della sua morte”, rileva la Nasa in una nota. Grazie alla sua esperienza, Sally Ride e’ stata l’unica persona a far parte di entrambe le commissioni investigative chiamate a far luce sulle cause della tragedia de Challenger, del 28 gennaio 1986, e del Columbia disintegrato in fase di rientro il primo febbraio 2003. Ha inoltre avuto un ruolo di primo piano nel Comitato della Nasa sulle missioni umane e nel Comitato Augustine, che nel 2009 ha gettato le basi dei programmi di esplorazione spaziale con voli umani. Ride aveva lasciato la Nasa nel 1987 per insegnare fisica nell’Universit… della California a San Diego, dove ha diretto lo Space Institute. Nel 2011 ha fondato la Sally Ride Science, un’organizzazione privata nata per diffondere la cultura e la passione dello spazio tra le giovani, incoraggiandole a intraprendere studi e carriere scientifiche.
Tristezza e dolore per la morte di Sally Ride, la prima donna americana nello spazio, è stata espressa dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e dalla first lady Michelle. “Michelle e io siamo profondamente rattristati per la notizia della scomparsa di Sally Ride. Come prima americana a viaggiare nello spazio, Sally era un eroe nazionale e un modello forte. Ha ispirato – si legge in una nota diffusa dalla Casa Bianca – generazioni di ragazze e ha combattuto instancabilmente per aiutarle, sostenendo una maggiore attenzione per la scienza e la matematica a scuola”. “La vita di Sally dimostra che non ci sono limiti a quello che possiamo raggiungere e non ho dubbi che la sua eredità durerà a lungo. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono per la famiglia e gli amici di Sally” ha concluso Obama. Sally Ride è morta ieri all’età di 61 anni dopo una lunga malattia. Era stata per la prima volta nello spazio nel giugno del 1983.
Sally Ride era lesbica. La prima americana che ha viaggiato nello spazio aveva una compagna segreta da 27 anni. Lo si e’ saputo soltanto oggi con un coming out postumo, quando la Fondazione a lei intitolata ha pubblicato un comunicato in cui si indica come “partner” Tam O’Shaughnessy, sua amica da quando le due avevano 12 anni di eta’.


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