Il movimento dei fluidi ad alta pressione nel sottosuolo potrebbe scatenare forti terremoti

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Il movimento dei fluidi ad alta pressione, derivanti da processi naturali o da attivita’ industriali che iniettano fluidi sotterranei, potrebbe scatenare forti terremoti mediante l’apertura di cavita’ e fessure in profondita’ nel sottosuolo. La ricerca della National Central University di Jhongli City, Taiwan, e’ stata pubblicata su ‘Science’. Finora, i ricercatori non avevano mai osservato direttamente questo processo, determinato dai fluidi, in una zona di faglia.Studiando la faglia lungo cui si e’ avuto il terremoto di magnitudo 7,6 di Chi-Chi, Taiwan, nel 1999, Kuo-Fong Ma e colleghi sono riusciti a identificare numerosi piccoli fenomeni sussultori di tipo simile ai terremoti, che hanno chiamato eventi di tipo “I“. Questa faglia della zona Chelungpu attualmente presenta un ridotto stress tettonico, e gli eventi del tipo I sono cosi’ piccoli da far registrare valori di magnitudo negativi. Dopo aver modellato questi eventi, tuttavia, i ricercatori hanno notato che essi erano associati a una frattura idraulica naturale, o alla rottura delle rocce da parte di fluidi ad alta pressione. Secondo i ricercatori, la presenza e la localizzazione di questi eventi potrebbe indicare quando e dove sta per verificarsi una rottura. Gli eventi di questo tipo possono indicare la presenza di vene sotterranee, o di altri formazioni legate ai fluidi, che sono spesso osservati in rocce intorno alle zone di faglia attive. E, secondo i ricercatori, potrebbero anche essere simili agli eventi prodotti dal fracking industriale.