Il perchè di una configurazione cosi atipica nel cuore dell’estate: a Trieste la bora ha toccato un picco incredibile di ben 125 km/h

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Dando uno sguardo alle temperature minime odierne sembra di essere piombati già nel più fresco clima settembrino. In realtà è il tipo di configurazione barica che si è da poco instaurata sul nostro continente ad essere particolarmente atipica per il periodo estivo. Difatti questo particolare tipo di configurazione si ripete con una certa frequenza fra il tardo autunno e il periodo invernale, quando l’anticiclone delle Azzorre spesso, per effetto di un notevole approfondimento della depressione d’Islanda, estende i propri elementi più orientali verso est-nord/est o nord/est, propagando un promontorio stabilizzante in direzione dell’Europa centro-orientale o dell’area baltica. Alle volte tale estensione dell’alta pressione oceanica può avvenire anche in senso diagonale, con asse orientato da sud-ovest a nord-est che dalle Azzorre si propaga in direzione della penisola Scandinava, favorendo su quest’ultima l’isolamento di una cellula anticiclonica autonoma (“Centro d’Azione”), nota come “Scand+”.

Tale configurazione, durante l’inverno, può spianare il terreno per la formazione del tanto invocato “Ponte di Weikoff”, ossia la fusione del bordo orientale dell’anticiclone delle Azzorre con il gelido anticiclone termico russo-siberiano che comincia ad affacciarsi sul vecchio continente, favorendo ad ovest il completo blocco dell‘umido e mite flusso perturbato oceanico, con un sensibile rallentamento della portata della “Jet Stream“ sull‘area euro-atlantica. Stavolta vedere un simile quadro sinottico proprio nel cuore della stagione estiva, in Luglio, dopo intere settimane di gran caldo e perenne dominio anticiclonico sul bacino centrale del Mediterraneo, è veramente un qualcosa di atipico, ma che può rientrare nei tradizionali canoni climatici dell’estate mediterranea che solitamente può vedere delle periodiche crisi (definite appunto “break” estivi).

L'atipica configurazione barica per il mese di Luglio che ha prodotto tanta instabilità e i forti venti di Bora sull'alto Adriatico

L’anticiclone delle Azzorre si è disteso sull’Europa centro-orientale mentre a Trieste la Bora ha superato i 125 km/h

La più grande anomalia riscontrata finora riguarda proprio la spinta dinamica dell’anticiclone delle Azzorre che si è disteso in senso zonale tra la Mitteleuropa, propagando gli elementi più orientali fino alla Polonia, Bielorussia e Ucraina. Tale spinta dinamica verso est-nord/est dell’anticiclone sub-tropicale oceanica è stata indotta dall’approfondimento di una ben strutturata circolazione depressionaria a sud-ovest dell’Islanda che ha richiamato sul suo bordo orientale un intenso flusso di umide e temperate correnti da SO che hanno eroso il margine più settentrionale dell’alta delle Azzorre, agevolando a suo tempo una distensione più zonale dell’azzorriano verso l’Europa continentale, fino alla Bielorussia e l’Ucraina. Al contempo, davanti il margine orientale della struttura anticiclonica oceanica, il passaggio di un “Jet Streak” (le massime velocità della “Jet Stream”) lungo la cresta del promontorio anticiclonico sub-tropicale oceanico ha consolidato l’affondo di una ampia ondulazione ciclonica (saccatura) che dalla penisola Scandinava si è distesa fino al Mediterraneo centrale, sui mari a ridosso dell’Italia.

L'andamento della "Jet Stream", si nota la circolazione ciclonica antioraria che descrive il "CUT-OFF" centrato in prossimità dell'Italia centro-meridionale

Questa ondulazione ciclonica, nel corso della giornata di domenica 22 Luglio, è stata letteralmente tagliata dall’espansione dell’azzorriano verso l’Europa centro-orientale che a sua volta ha contribuito a chiudere l’onda isolando una goccia fredda, ormai autonoma, che è rimasta semi/stazionaria sul medio-basso Tirreno. Si è cosi venuta a determinare la classica configurazione barica che vede l’attivarsi degli impetuosi venti di Bora sull’alto Adriatico e di Grecale e Tramontana fra le coste liguri e toscane. La Bora, infatti, si attiva ogni volta che un solido promontorio anticiclonico, ben strutturato anche in quota, si staziona con i propri massimi barici sull’Europa centrale, tra la Germania, la Repubblica Ceca, la Polonia e i paesi del comparto centro-orientale europeo, mentre un’area depressionaria si localizza sui mari meridionali italiani o sulla parte più bassa del Mediterraneo centrale. Lungo il bordo meridionale della struttura anticiclonica che si allunga verso l’Europa orientale si genera un flusso dai quadranti nord-orientali o orientali che pilota masse d’aria fredda e d’estrazione continentale che vanno ad impattare sulle Alpi orientali e sui monti del Carso per poi gettarsi con intense raffiche “Cataibiche” dai famosi valichi che caratterizzano l‘altopiano del Carso e le Alpi Dinariche, fra cui quello di Postumia per il golfo di Trieste.

Cosi, con l’isolamento del vortice depressionario in quota sul medio-basso Tirreno, andato poi in “CUT-OFF”, mentre a nord delle Alpi si distendeva il promontorio anticiclonico oceanico, con massimi barici di oltre i 1026 hpa, si è originato un discreto “gradiente barico orizzontale” che ha interessato un po’ tutta l’Italia centro-settentrionale. Questo infittimento delle isobare, inasprito dalla distensione dell’azzorriano nel cuore dell’Europa centro-orientale, ha attivato i forti venti rafficati di Bora, con la classica componente da E-NE, che hanno caratterizzato la giornata di domenica e quella di ieri in gran parte del golfo di Trieste, l’Istria e il nord delle coste dalmate. Localmente, specie in prossimità del capoluogo della Venezia Giulia e dell’area portuale, alcune raffiche da E-NE sono state veramente violente, riuscendo a sfondare la soglia dei 90-100 km/h per effetto di caduta.

I roghi in Croazia alimentati dalle forti raffiche di Bora

Ma secondo quanto riportato dall’Osservatorio meteorologico regionale nella mattinata di ieri sarebbe stata registrata una raffica di picco di ben 125 km/h. Per il mese di Luglio si tratta di una raffica veramente violenta, da record per l’estate. Purtroppo le fortissime raffiche di caduta dalla valle di Postumia hanno anche creato notevoli danni agli stabilimenti balneari. In città diversi gli alberi sradicati, mentre due pedoni sono rimasti feriti dal crollo di alcuni cornicioni e strutture mobili letteralmente spazzate dalle forti raffiche di Bora. Anche in Slovenia e nella vicina Croazia la Bora ha soffiato in modo molto intenso. In Croazia le forti raffiche di caduta hanno alimentato diversi incendi che si sono spinti fino alla costa dalmata, divenendo incontrollabili per i vigili del fuoco. Le fortissime raffiche di caduta, prodotte dal fitto “gradiente barico” tra Europa centrale e Mediterraneo, finendo sul golfo di Trieste hanno originato un consistente moto ondoso di deriva che ha raffreddato di oltre -10° la superficie dell’alto Adriatico per “Upwelling”.

Le onde da E-NE, uscendo dal golfo triestino, si sono poi spinte verso le coste venete e la laguna di Venezia , ingrossandosi sensibilmente, fino a raggiungere altezze di oltre i 2.0 – 2.2 metri. Il consistente moto ondoso da E-NE si è spinto fino alle coste della Romagna e delle Marche, dove hanno dato luogo a rumorose risacche che hanno intorbidito le acque dell’Adriatico. Anche sulle coste liguri, soprattutto nella Riviera di Ponente, l’isolamento dell’area depressionaria sul medio-basso Tirreno ha rafforzato i venti di Tramontana che si incanalano dentro le vallate liguri. Dal genovese fino al savonese e imperese, la fresca Tramontana è stata la grande protagonista, spirando con raffiche di oltre i 50-60 km/h. A Capo Mele, uno dei punti più esposti alle impetuose raffiche di Tramontana che fuoriescono dalle vallate del ponente ligure, nella giornata di domenica 22 Luglio, è stata misurata una max raffica di 46 nodi da 360°, circa 85 km/h da Nord. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una performance eolica davvero notevole per il mese di Luglio. Dopo la veloce sfuriate nelle ultime 36-48 ore i sostenuti venti settentrionali si attenueranno definitivamente nella giornata odierna, andando a cessare quasi definitivamente, con folate sempre più deboli.