Incendi in Sardegna, prima stima dei danni: in fumo 1.800 ettari di macchia mediterranea

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Circa 1.000 ettari di macchia mediterranea in fumo a cavallo tra Ottana e Bolotona, in provincia di Nuoro; 700-800 ettari nel territorio di San Teodoro, in Gallura: e’ questa una prima stima dei danni della giornata di fuoco che ieri ha provocato il panico nel centro-nord Sardegna, costringendo almeno 800 persone, tra residenti e turisti, ad abbandonare case e spiagge minacciate dalle fiamme. Un bilancio reso ancora piu’ pesante dai cinque feriti rimasti ustionati mentre tentavano di arginare l’avanzata degli incendi. Il punto della situazione e’ stato fatto in tarda mattinata in un vertice convocato in municipio dal sindaco di San Teodoro Tonino Meloni, presenti Vigili del fuoco, Forestale, Protezione civile, Polizia municipale e le varie forze dell’ordine. ”Nonostante i limitati mezzi che avevamo a disposizione, siamo stati in grado di evacuare le persone senza grosse difficolta’ – spiega il primo cittadino – e ad allestire un centro di raccolta in grado di prestare assistenza ai turisti e alla popolazione evacuata. Da una prima ricognizione – aggiunge il sindaco – sembra che il fuoco non abbia distrutto alcuna abitazione, anche se le fiamme hanno lambito i giardini di diverse villette e alberghi. A preoccupare – sottolinea poi Meloni – sono i depositi di bombole scoperti dagli uomini dell’antincendio durante le operazioni di spegnimento, la cui presenza sino a ieri non era mai stata segnalata”. Nel frattempo, non si placa la polemica per l’intervento ritenuto tardivo dei mezzi aerei della Protezione civile. ”Forse se uno dei Canadair non si fosse guastato e gli altri due di Olbia fossero venuti direttamente a San Teodoro, l’incendio non si sarebbe esteso cosi’ tanto”, commenta il sindaco Meloni, che si prepara, insieme alla provincia di Olbia-Tempio, a presentare la dichiarazione dello stato di crisi nel territorio di San Teodoro.