La scoperta del ‘bosone di Higgs’ la famosa ‘particella di Dio’ approda anche sotto le Due Torri. La ‘cattura’ della nuova particella e’ stata resa possibile, infatti, anche grazie all’importante contributo del team di ricercatori bolognesi. Quattro gruppi di ricerca della sezione di Bologna dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e del dipartimento di Fisica dell’Alma Mater hanno contribuito con importanti responsabilita’ alla progettazione e costruzione di tutti i piu’ grossi esperimenti che hanno portato alla nuova scoperta presentata oggi al Cern di Ginevra.
Si tratta, spiega l’Universita’ di Bologna, degli esperimenti Atlas e Cms che hanno tra gli obiettivi primari la ricerca del bosone di Higgs. Altro progetto e’ Alice riguardante le proprieta’ della materia e delle forze nucleari in condizioni di densita’ estreme simile a quelle che si realizzarono pochi istanti dopo il Big Bang. Infine la ‘scienza bolognese’ ha partecipato all’esperimento Lhcb sulle minuscole differenze tra i decadimenti di alcune particelle e delle relative antiparticelle volto a comprendere l’asimmetria osservata in natura tra materia e antimateria. Nel capoluogo emiliano si trova, inoltre, uno degli undici nodi della rete planetaria Grid che permette di utilizzare la potenza di calcolo e di immagazzinamento dei dati di decine di migliaia di calcolatori distribuiti in tutto il mondo consentendo ai dati provenienti dal superacceleratore del Cern Lhc di essere efficacemente e prontamente analizzati. Con un collegamento simbolico Bologna-Ginevra, questa mattina, alcuni ricercatori coinvolti nel progetto hanno seguito in diretta dall’aula magna del dipartimento di Fisica la presentazione dei risultati delle ricerche al Cern.


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