L’intensa ondata di calore negli USA si sposta verso gli stati del nord-est; picchi di +40°C tra Washington e il Michigan con nuovi record

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L’intensa e opprimente ondata di calore che da diverse settimane attanaglia gli States centro-meridionali, con temperature dell’aria largamente superiori ai +38° +40°, nel corso dello scorso weekend si è allungata verso l’East Coast e gli stati nord-orientali, dove è sopraggiunto l’alito caldo che da quasi un mese staziona sopra gli stati centrali e meridionali. Dalla Virginia sino a Washington D.C. e all’area di New York i termometri sono schizzati oltre alla soglia dei +38° +40°, con picchi anche superiori. Il prepotente anticiclone sub-tropicale di blocco, che da più di due settimane sta tenendo sotto scacco il sud degli Stati Uniti si è esteso, con la propria cupola, fino agli stati più settentrionale e alla regione dei Grandi Laghi, approfittando del notevole indebolimento e dell’ondulazione della “Jet Stream” che passa tra il nord degli USA e il Canada meridionale. Alimentato da uno spesso strato di masse d’aria molto calde e secche alle quote superiori della troposfera la robusta area anticiclonica sub-tropicale ha esteso la propria copertura su gran parte degli stati contigui statunitensi, facendo affluire dal suo bordo occidentale aria molto calda che è stata ulteriormente surriscaldata nei bassi strati dall’intensa insolazione diurna che da settimane “arroventa” le estese pianure degli USA centrali.

In più, i fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (forti correnti discendenti tipiche nei regimi anticiclonici) hanno contribuito a comprimere l’aria verso i bassi strati, scaldandola sensibilmente. La gran calura è stata resa ancora più soffocante anche dagli indici di umidità relativa che hanno innalzato la sensazione del calore percepito, determinato cosi un effetto afa davvero opprimente e molto fastidioso, soprattutto per chi non è abituato a simili condizioni climatiche cosi estreme. In varie città della costa orientale la soglia dei +40° è stata appena sfiorata di un soffio. Anche in questa occasione non sono mancati i record assoluti di caldo abbattuti e quelli che sono stati solamente sfiorati o eguagliati. Tra questi citiamo quello di Lansing, nel Michigan, che è riuscita a stabilire una temperatura massima di ben +39.4°, superando cosi il precedente record di +38.9° del 29 Luglio del 1916, 6 Agosto del 1918 e 24 Luglio 1934. Invece solo eguagliati i record di caldo assoluti di Muskegon, sempre nello stato del Michigan, che ha stabilito una massima di +37.2° e dell’aeroporto internazionale di Ronald Reagan di Washington, che ha archiviato una max di +40.6°.

Il caldo intenso ha raggiunto anche l’area dei Grandi Laghi, dove si è associato a tassi dell’umidità relativa piuttosto elevati, una caratteristica per il clima della regione. Anche qui i +40° si sono appena sfiorati, come dimostrato dal nuovo record assoluto registrato da Lansing, in Michigan, che ha registrato una temperatura di +39.4°. A New York sabato 7 Luglio il termometro della stazione del Central Park ha archiviato una temperatura massima di oltre i +36°. Poi in tarda serata la formazione di intense cumulogenesi, prodotte dall’intensa instabilità dell’aria per gli eccessivi indici di calore presenti nei bassi strati, contrastati da infiltrazioni d’aria più fresca in quota, hanno dato luogo a dei rovesci e dei temporali, localmente anche intensi. Anche la città di New York, nella tarda serata e la notte fra sabato 7 e domenica 8, è stata interessata da alcuni rovesci di pioggia che hanno fatto diminuire la temperatura fin sui +23° +22°.

Rovesci a largo della costa del New England visti dal radar

Al Central Park sono caduti più di 14 mm d’acqua in poche ore di piogge sparse e forti rovesci. La rinfrescata che ha fatto seguito ai rovesci notturni è stata evidente. Già la massima di ieri, domenica 8 Luglio, non è andata oltre i +33°. Ma il caldo si è avvertito anche in quota, lungo i rilievi degli Appalachi, con temperature veramente elevate per l’altitudine. Sulla cima del monte Washington, nello stato del New Hamphire, che con i suoi 1910 metri di altezza è una delle vette più ventose del nostro pianeta, il termometro ha superato, nella giornata di sabato 7, persino i +13°. Ieri gli estremi termici di giornata sono stati rispettivamente di +10° e +8°, a causa del fortissimo vento da NO e O-NO, che ha superato picchi di 109 km/h, con almeno due raffiche oltre i 100 km/h. Nei prossimi giorni si assisterà ad una graduale rinfrescata negli stati del nord-est degli USA, grazie all’azione di una circolazione depressionaria centrata a ridosso di Terranova, sulla costa orientale canadese, che piloterà verso l’area dei Grandi Laghi e il Middle-West delle correnti più fresche, dai quadranti occidentali, che potranno innescare pure un po’ di instabilità, favorendo la formazione di intensi nuclei temporaleschi durante le ore pomeridiane e serali.