Maltempo, Cia: “nell’agricoltura danni per centinaia di milioni”

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Prima il lungo periodo di siccità e ora nubifragi, grandinate e trombe d’aria, con danni all’agricoltura per centinaia di milioni di euro. Lo afferma la Confederazione italiana agricoltori, sottolineando che “l’arrivo del ciclone ‘Circe’ ha inferto un ulteriore duro colpo alle campagne, dove il gran caldo delle settimane scorse aveva avuto effetti devastanti per molte coltivazioni”. “La violenta pioggia che si è abbattuta – spiega la Cia sulla base di un monitoraggio nelle zone colpite – ha causato allagamenti nei terreni agricoli e nelle strutture aziendali. Questo perchè le precipitazioni piovose e nevose in autunno e in inverno non sono state abbondanti e i terreni aridi non sono riusciti ad assorbire l’acqua”. Ci sono stati “smottamenti e frane, ma i danni maggiori sono stati provocati dalle grandinate a macchia di leopardo. Nonostante le reti di protezione, sono stati messi a dura prova vitigni (a serio rischio anche per l’imminente vendemmia), i frutteti e i campi di ortaggi, che in questo periodo, soprattutto per le temperature elevate delle ultime settimane, sono abbondanti nei campi”. “Sono andate distrutte – aggiunge la Cia – coltivazioni di melanzane, cavolfiori, zucchine, insalate e spinaci. Mentre le forti folate di vento (in alcune zone ci sono state violente trombe d’aria) hanno avuto conseguenze per le serre e le attrezzature aziendali. Molti gli agricoltori che rischiano di vedere sfumare il lavoro di un intero anno”. “L’arrivo della pioggia – afferma la Cia – era del resto molto atteso, anche se non è certo sufficiente a mitigare i campi colpiti dallo stress idrico. Il problema è però che i temporali violenti di queste ore creano solo danni e non irrigano affatto le campagne. Danni che, quindi, si aggiungono a quelli della siccità”. “Per il gran caldo e la penuria d’acqua – sottolinea la Cia – oltre ai molti incendi che hanno devastato boschi, macchia mediterranea e coltivazioni, le perdite stimate sono già del 30% sul mais, del 45% sulla soia in molte regioni del Nord e del 25% sui pomodori nel Mezzogiorno”. Anche la frutta estiva “ha risentito delle temperature molto al di sopra della media e si è andato avanti, in diverse zone del Paese, con le irrigazioni di soccorso”.