Nucleare, Clini: “è del tutto accantonato ma non abbandoniamo la ricerca”

Un eventuale ritorno dell’Italia al nucleare è “del tutto accantonato. Era stato ripreso il discorso ma in modo affrettato. Ci voleva più tempo e avremmo dovuto fare in Italia un lavoro diverso“. Lo ha detto il ministro dell`ambiente Corrado Clini, intervenendo all`interno della rubrica di Tgcom24, ‘L`intervista della domenica’, sottolineando che “anche impianti nucleari realizzati con le tecnologie più evolute richiedono condizioni di contesto che vanno verificate prima. Non si possono fare impianti nucleari ovunque. L`Italia ha avviato la ripresa del nucleare puntando molto su una discussione teorica: il nucleare non è il diavolo. Questo ci sta. Non si è però entrati nel merito di come si può fare il nucleare in Italia“. “Dopo l`incidente in Giappone – ha aggiunto – è stato un gioco da ragazzi fare un referendum che dava il risultato che ha dato. L`Italia, però, dovrebbe evitare di rimanere fuori dalla ricerca avanzata sul nuovo nucleare. La ricerca sul nuovo nucleare non ha solo una finalità diretta alla generazione di energia ma ha moltissime ricadute sulle tecnologie per la sicurezza, per lo sviluppo di materiali e di sistemi di controllo“. Secondo il ministro, gli effetti collaterali dello sviluppo di una tecnologia di questo tipo “sono molto importanti e su questo l`Italia deve continuare a lavorare sapendo che, dopo il referendum, spazio in Italia per centrali nucleari tradizionali, tipo quelle francesi, non ce ne è“. Rispetto al futuro “verde” dei giovani, il ministro Clini ha detto: “Secondo un rapporto dell`Ocse, la crescita economica dei prossimi decenni o è verde o non c`è. Il valore aggiunto dato dalle nuove tecnologie e dai nuovi sistemi di produzione sta nella capacità di ridurre il consumo di risorse naturali. Penso che è in questo settore che si collocheranno le future generazioni“.